Politica malata    

Diritti & Lavoro

Il desiderio di governare è grande. Però non ci sono le condizioni per garantire lunga vita al binomio PD/M5S. Sotto quest’aspetto non ci sono dubbi di sorta. Per il resto, non ci resta che prendere atto di una Fiducia parlamentare che potrebbe non durare.

 I programmi del passato non sono serviti. Gli italiani non sono stati in grado di fare loro scelte. Pur senza voler disconoscere i pregi e i difetti di nessuno, non siamo riusciti a trovare un punto di comune intesa. Tant’è che, per la prima volta nella vita della Repubblica, si sono evidenziati impegni complessi. Anche perché il ruolo di questi “politici” non può essere equiparato a quello dei “tecnici” che, in passato, ci hanno condizionato. Del resto, non sempre chi perde è nella situazione peggiore. In Democrazia, tutte le variabili sono possibili e in Italia le hanno provate proprio tutte. Per ora, chi n’esce “male” è il Popolo italiano che non riesce più a far fronte a una situazione socio/economica inopportuna. I nostri mali peggiori vengono da lontano. Non sono stati mai ben “curati” e gli effetti, ora, sono tanto evidenti da non consentirci previsioni ottimistiche.

Anche il concetto d’alleanza coerente è naufragato con la scomparsa d’uomini di partito. Il “nuovo” non riesce, in ogni caso, a convivere col “vecchio”. Nessuno intende fare un passo indietro. Ma neppure avanti. Come già abbiamo scritto, la politica dei piccoli passi è finita con la prima decade di questo secolo. E’ tardi per ogni “aggiornamento” ed è sempre più difficile mantenere quelle posizioni che sembravano più favorevoli. Perché, a ben osservare, la nostra politica è malata ma ancora curabile. Di più, molto di più, di quanto potrebbe sembrare.

 Entro il 2020, le tattiche politiche dovranno essere ultimate. L’Italia non può permettersi nuove proroghe elettorali. Anche perché il desiderio di cambiare potrebbe trasformarsi in necessità inderogabile.

Giorgio Brignola