Addio M5S. Caro Movimento 5 Stelle, Cari Cittadini Fasanesi

Cronaca

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota dell’avv.Raffaele Trisciuzzi

FASANO (BR) – A quasi quattro anni di mandato, ad un anno e mezzo dalle Elezioni Politiche, quasi plebiscitarie nei territori del meridione, in qualità di consigliere comunale, candidato sindaco e portavoce locale del Movimento 5 Stelle, sento il bisogno di comunicare le mie riflessioni e le mie decisioni ai portavoce, ai vertici del Movimento 5 Stelle e alle massime istituzioni governative. 

Ma, prima di ognuno, a questo Consiglio comunale e ad ogni singolo cittadino della nostra città: Fasano, che mi conferisce l’onore e l’onere di rappresentarlo.

Ci sono momenti in cui si sente la necessità di aprirsi, di liberarsi,  di ripulirsi, dalle ruggini accumulate col tempo e dal tempo, inespressa a causa del mediocre clima di dibattito, di dialogo, di confronto, e soprattutto dell’inascolto generale.

 Un problema sociale e non solo quindi politico…. Perché la politica crea la società, e la società che crea la politica!

Oggi tutto è veloce, immediato, colorato, superficiale e leggero. Ma non questa lettera, che racchiude la mia attività, le mie speranze, la mia politica e la mia persona. Vi prego di ascoltarla tutta.

La indirizzo solo a tutti quelli che vorranno soffermarsi, ascoltare e approfondire,  prendersi il Tempo, non per celebrare processi sommari. 

Ho scelto di impegnarmi in politica per dare voce ad un senso di oppressione e repressione della società, di falsificazione della verità.

L’ho fatto nella e per la mia città, per la mia generazione e per le generazioni future. 

Per chi l’ha seguita, la mia ideologia è nelle mie parole, semplici parole che in politica sono pesanti come macigni, promesse, programmi, scelte, informazioni, che coinvolgono la collettività, il cosiddetto popolo.

Qui il Popolo sono le persone con cui condividiamo e conviviamo la stessa terra.

Essere consiglieri comunali, significa rappresentare un territorio più che un partito, avere ricevuto un mandato da migliaia di persone della tua terra, persone vive, non avatar virtuali o liste di click.

Qui ci sono  uomini, donne e bambini, che incontri per strada o a cena; amici, parenti, vicini di casa o colleghi di lavoro che ti scrutano, osservano, ti fermano, ti parlano, ti chiedono conto, ti chiedono Aiuto.

Essere Consiglieri comunali  è un’attività gratuita e piena, nonostante il tempo e le professionalità in gioco, ma è ripagata solamente dalla fiducia delle persone della propria città, a volte fatta solo di strette di mano e pacche sulle spalle. 

Dalla possibilità di fare del Bene concreto alla tua Terra.

Credo che essere rappresentanti politici sul territorio faccia entrare nelle viscere quel voto ricevuto, ogni singolo voto di persone a te vicine, e ti resta scolpito sulla pelle, specie se scegli di candidarti sindaco a 33 anni, insieme a pochi sognatori contro un sistema politico e informativo, corrotto, rodato e consolidato.

Così ad un tratto non sei più una persona, un cittadino, un ragazzo, un professionista, un normale semplice fasanese.  Sei un politico, un rappresentante, quasi un cameriere, ma anche un simbolo, una bandiera e quindi nel mio caso anche un Portavoce del Movimento 5 Stelle.

Quello che dici, che pensi, che fai, che scrivi, diventa all’improvviso riconducibile ad un movimento politico, e non più solo a te stesso. Soprattutto, quello che fa il Partito si connette, influenza, entra in tutto quello che fai tu, nella Tua Vita.

Per molti sei “grillino”, “pentastellato”, “gialloverde”, “giallorosso”, confondendo col calcio la politica e la politica col calcio. Una confusione giustificata solo dal fatto che hanno in comune squadre, tifosi e sponsor. 

Così si finisce nel non parlare più di politica: nel non parlare di nulla, di gossip, di persone e non più di idee.

La politica locale è qualcosa di diverso.

La politica locale si occupa della nostra casa e di chi la vive, di scuole, di sanità, di parchi, di cultura, di difesa del territorio, e lo fa guardando e toccando la tanta, tantissima immondizia, dai bordi delle strade a fin sopra i Palazzi comunali. 

Qui i problemi sono reali e immediati, di persone in carne ed ossa. Sono Vivi, sono i problemi della gente che incontri per strada, non il tweet di Salvini, il video di Di Maio, la foto della Meloni o la pagina Facebook di Italia Viva, o la votazione virtuale su un portale privato, cui fa sempre comodo chattare pur di non occuparsi realmente di politica.

Ho affrontato e affronto la mia attività politica sin dall’inizio a viso aperto, credendo a quello che dico, e dicendo da sempre quello in cui Credo, con sincerità e sempre in nome della Ricerca della Verità e della Giustizia sociale. 

Così come ho giurato ormai più di dieci anni fa con una toga addosso in Corte d’Appello per la professione che svolgo, lo giuro Adesso dinanzi alla mia Città e in questa Assise, per gli interessi collettivi e i diritti dei miei concittadini che difendo. Chiedendo per loro da sempre dibattito, ascolto e rispetto.

Lo faccio perché ho avuto la vocazione di farlo, tempi addietro, insieme a tante persone come Me e come Noi, quando si manifestava per l’ilva, il Tap, per gli ulivi, per salvare la costituzione, quando si raccoglievano firme per chiedere un Legittimo Referendum sui Trattati europei, quando si urlava in piazza per l’ospedale, quando si facevano immensi cortei per Salvare il Mare, per le truffe della Tari e dei Rifiuti, quando si ascoltava, e si parlava di tutto. 

Quando si diceva che era possibile, che era necessario, Cambiare TUTTO.

Dalla geoingegneria alla sovranità monetaria, dell’industria dei farmaci, all’obbligo e alla libertà vaccinale, si parlava di petrolio e di scioglimento dei ghiacciai, a volte in pochi, e a volte in tanti, riempiendo Piazze e Cortei contro l’inascolto dei Politici e della Politica. Additati come complottIsti, negazionisti e antiscientifici, mentre lentamente però tutto quello che dicevamo in pochi, diveniva pian piano accettato e di dominio pubblico.

Ho allestito insieme a pochi, gazebo, palchetti, banchetti e conferenze per permettere a molti di discutere di ogni argomento, l’ho fatto prima e dopo la mia candidatura nel Movimento.

Prima alcuni si avvicinavano per deridere le nostre battaglie, a canzonarci per non farci innamorare delle nostre idee, abbiamo aspettato, abbiamo resistito, abbiamo cospirato, ovvero Respirato Insieme.

Poi le cose sono cambiate, e la gente ha capito, ha reagito col voto, più di una volta, alzando la testa, con un  rifiuto, invocando un vero cambiamento, in più occasioni rimarcato, anche a Fasano.

Ho imparato e credo che la Politica sia l’unico strumento per decidere le sorti della mia Terra, come della Terra di tutti. 

Ho creduto che ciò potesse essere fatto solo battendo, insieme, i pugni sul tavolo.

In poco tempo invece il dibattito politico è scaduto notevolmente, e la politica sembra oggi appiattirsi su una inesorabilità di alcuni concetti e alcuni assiomi,  dinamiche condivise ormai da tutti, tutti i partiti di questo bi-tripolarismo.

La sudditanza degli stati all’Unione Europea e ai mercati finanziari, alle multinazionali, al debito pubblico,alla BCE, al MES, ai Vincoli sovranazionali, alle guerre e alle alleanze militari internazionali, all’acquisto di armamenti,  ma più di ogni cosa alla prevalenza di un sistema economico capitalistico e consumistico, sull’uomo e su tutti i settori strategici per il suo progresso.

Questa rivoluzione culturale peggiorativa rischia di alimentare la sfiducia nelle istituzioni, le file dell’astensionismo politico o la partecipazione politica solo virtuale, e mentre il clima si fa sempre più caldo non solo metaforicamente, c’è un clima irrespirabile di odio, disuguaglianza, divisione, di assurda competizione, di solitudine attorno a tutti noi. 

Non siamo progrediti, stiamo tornando indietro!

Con il consolidarsi del  Movimento nelle ultime elezioni politiche, ho assistito sempre di più a censure politiche che a dibattiti interni, a emarginazioni, ad espulsioni di persone che la pensavano esattamente come me e che forse volevano e dovevano essere ascoltati. Ho assistito a clamorosi voltafaccia di rappresentanti, portavoce e istituzioni politiche, di tutti i livelli, così come all’omertà di tanti. 

A dinamiche corporative appartenenti ormai a tutto un Sistema Politico, più che a questo o quel Partito. 

Di certo non è colpa del Movimento se siamo arrivati a questo, ma con questa assurda pioggia di maschere rischia di diventare irreversibile.

Ho assistito ad un Vertice che abbandonava la Base proprio nel momento più determinante, proprio come non doveva accadere, proprio come è sempre accaduto alla politica degli ultimi 80 anni.

Ho segnalato il mio dissenso internamente e intensamente, io e molti altri, dallo Staff anonimo, ai Probiviri, al Garante, negli incontri fisici e nelle chat virtuali,  ma devo constatare che l’inascolto verso il sottoscritto è pari a quello ricevuto dalla base,  dai i meet up locali, e da gran parte dei consiglieri comunali del Movimento. Persone reali che costituivano l’ossatura del Movimento, come della politica reale.

A causa di ciò, ho visto calpestata l’anima Ecologistica e Ambientalista del Movimento al quale ho aderito in quasi 10 anni. 

Ho visto miei amici schierarsi coi miei nemici, ho visto che battaglie fondamentali sostenute sui territori per anni, da molti di noi e da migliaia di attivisti e cittadini in Puglia, cancellate come una gomma cancella il segno, ed anche il sogno, della matita.

La partecipazione politica in questo ultimo periodo amministrativo sembra essere stato decimato, consumato da costanti e vacanti rimpalli mediatici, dal peso di imbarazzanti giravolte politiche “post ideologiche”, ma soprattutto dall’inascolto e dalla cecità governativa sui territori, e anche da quello da me presidiato.

Questo metodo non è da sostegno, anzi sminuisce la credibilità dei suoi elettori, dei suoi attivisti e soprattutto dei suoi portavoce, o meglio “portacroce” locali.

Rischia di svilire la dignità dei territori e di chi, insieme a tanta gente, li vigila e li tutela, dagli attacchi delle speculazioni edilizie, dalla mala gestione dei rifiuti, dalle truffe negli appalti, dai disastri ambientali, dalle Mafie, che si fa sempre comodo a catalogare così.

 Da sempre senza colore né bandiera. Giorno per giorno, faccia a faccia, rimettendoci negli Affetti, nel Lavoro, nella Salute, soprattutto rimettendoci il Tempo della propria Unica Vita. 

E sempre mentre non ti tornano i conti dei cittadini sulle spese per le manifestazioni, sui servizi della ditta che raccoglie i rifiuti più su alcuni affidamenti diretti per qualche milione di euro, soldi dei tuoi cittadini e per loro stessi, devi difendere e difenderti da assurde votazioni in parlamento che sono contrarie ad ogni buon senso oltre che agli interessi del territorio che amministri, senza che nessun ti avverta prima e che forse non conosce nemmeno Rocco Casalino.

Non contano più le idee e gli ideali, ormai si parla di post ideologia, che francamente ancora non ho capito cos’è. Visto che sento di avere le idee molto chiare.

Questa deriva è ancor più grave perchè rischia di far apparire la Politica uno strumento del tutto inutile e poco credibile per lo sviluppo dell’Uomo e della Terra, animato pressoché da pupazzi e da un diritto sempre opinabile per i potenti e immediatamente applicabile per la povera gente.

Credo che anche Fasano abbia reagito in più occasioni dimostrando di volersi liberare da una classe dirigente falsa, mediocre o incoerente.  

Quello a cui assistiamo è un gioco politico in cui il compromesso CON – PROMESSA, non è dialogo, incontro o dibattito, diviene solo annullamento di qualsiasi promessa e principio.

Un gioco al massacro in cui gli Agnelli scendono a patti con i Lupi. Come volete possa andare a finire?

Vi invito ad IMMAGINARE, perché io ho IMMAGINATO:

se il Tap fosse previsto sulla spiaggia di Torre Canne, il petrolchimico sul porto di Savelletri, se una centrale inquinante fosse alla Stazione, che gli ulivi monumentali fatti a pezzi appartenessero ai miei nonni, ai vostri, che volessero un polo siderurgico accanto alla casa dei vostri amici, magari di Speziale. 

Ho immaginato che io e tanti altri ci saremmo fattoi manganellare volentieri per impedire che magari, una TAV fosse prevista, sulla panoramica della Selva di Fasano. 

Ho immaginato la mia immagine, e con essa ho immaginato tante facce e tanti volti. 

Ho pensato se quelli fossero i miei concittadini, fasanesi, pezzaioli, montalbanesi, e che quelle decisioni prese dalla Politica come dal mio Movimento distruggessero la mia terra, e con essa le promesse, le aspettative, i sogni, indotti silenziosamente ed abituati ad un concetto inaccettabile:  ovvero l’inesorabilità delle scelte, la non credibilità delle promesse e del voto, e l’impossibilità della politica di farsi carico e risolvere i problemi della realtà. 

Tutto, alla fine dei conti, come sempre per “un problema di soldi” come si dice dalle nostre parti.

Mi sono chiesto a cosa serva la Politica se non ad approfondire, discutere, agire, sperare, a cambiare, a sognare. 

Non già a rassegnarsi alle cd. “Logiche del Potere”. 

A resistere, a non arrendersi, ad aspettare. 

Anche se il tempo fugge, e i bollettini climatici cambiano di continuo.

È  questo lo Spirito che anima le persone, a Fasano come Altrove. 

C’è bisogno di fiducia, di aiuto, di ascolto, rispetto, di solidarietà. Il futuro deve vederci Uniti, per essere ridisegnato completamente, per affrontare i mutamenti che ci aspettano, e per cui c’è ancora bisogno di credere negli Ideali, Immutevoli e non Contrattabili, e, soprattutto, a credere ancora nel CONTENUTO delle PAROLE. 

Nella politica che io rappresento, ho sempre chiesto di credere alle mie Parole. 

Le ho urlate, prima e dopo le elezioni, e le rimarco in questa sede.

La politica non deve abituarci culturalmente ad un Popolo-Gregge, all’immobilismo, al qualunquismo, all’apatia, alla sfiducia, all’incoerenza, alla impotenza, alla scarsa credibilità della Classe dirigente, ovvero quella che decide per tutti. 

Ruolo della Politica è abituare l’essere umano a riappropriarsi del proprio futuro, ad affermare la propria dignità e la propria Libertà nel rispetto del territorio, non all’abituarsi alla reclusione e al degrado. 

Chi lo ha dimenticato vada a rileggersi la Costituzione, è il programma politico del nostro Futuro.

Oggi lo sterile dibattito politico, sempre più virtuale e sempre meno reale, rischia di confondere, annacquare, far perdere di incisività questi fondamentali principi. Perché ormai “Panta Rei”, tutto passa e si dimentica.

Come Consigliere Comunale oggi mi sento di appartenere ad un binario morto del Movimento, dopo aver creduto fermamente all’”uno vale uno” e dell’assenza di comunicazione interna, di incerti, inefficaci e pressoché inesistenti meccanismi di trasparenza, condivisione, ascolto e  confronto interno. Nulla di molto nuovo.

In nome dell’ etica e dei principi fondativi del Movimento 5 Stelle cui ho aderito e che sento di rappresentare, dichiaro di non essere più in grado di rappresentare le scelte politiche dello stesso.

A livello politico e personale, non ho ceduto di un millimetro a questa deriva, e a Fasano si è mantenuto saldo ogni principio di indipendenza, coerenza e partecipazione, e rispetto del programma, lo stesso avrei fatto se fossi stato sindaco quasi 4 anni fa. 

Per queste ragioni lascio la rappresentanza del Movimento 5 Stelle, restando in carica come consigliere comunale indipendente.

 Esco, ma resto qui, dove sono sempre stato.

Questa non è una poltrona comoda, in più sarebbe molto più semplice abbassare il capo e fare carriera all’interno di un partito di Governo nazionale, inghiottendo di tanto in tanto qualche rospo, come comodamente avviene in una società senza ricordo o memoria politica, in cui tutto sommato è concesso tutto e il contrario di tutto.

Io non riuscirei a guardarmi allo specchio. Non riuscirei più a dare speranza e fiducia a chi mi sta attorno.

Io resto Coerente, Indipendente e Libero come almeno i 5085 miei concittadini che quasi quattro anni fa mi hanno consegnato le chiavi del loro futuro, crociando con forza una scheda colorata, contro tutto e contro tutti.

Indipendente e Libero come le canzoni che amo e canto, e che mi insegnano a sognare, a non credere ad una politica imbrillantinata, ai servi di partito e a tutti quelli che partono incendiari e fieri e poi arrivano pompieri.

Per questo non cambio nulla di quello che ho detto e fatto in questi anni, viso a viso, braccio a braccio, guardandomi negli occhi dei miei concittadini e degli attivisti, delle persone che ho incontrato sul mio percorso politico, e rimango al posto che loro mi hanno assegnato.

Esco, ma per restare di più al loro fianco, alla base e non al vertice, restare immutevole ai miei ideali e a quelli che rappresento per loro, Cittadino fra i Cittadini, come ho sempre promesso.

Perché, proprio insieme a Loro, sogno di Combattere e Liberare la mia Città e di riconsegnarla più Bella, più Buona e più Vera. 

Raffaele Trisciuzzi

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