L’eutanasia e la crudeltà inconsapevole di papa Francesco

Cronaca

Non è strano? Non è strano che la Chiesa quando parla di eutanasia e suicidio assistito non faccia il minimo cenno al Vangelo? Leggete il discorso del Papa ai medici chirurghi e odontoiatri, cita Giovanni Paolo II, ma non cita il Vangelo. Voi obietterete che Gesù non avrebbe certo potuto parlare di eutanasia e suicidio assistito, e quindi la Chiesa non può appellarsi al Vangelo. Ma non è così. Si può citare il Vangelo, ad esempio, per dimostrare che la schiavitù è cosa ingiusta e cattiva, eppure Gesù non parlò mai della schiavitù. Sempre si può citare il Vangelo quando si affrontano problemi che investono la morale. La Chiesa non cita il Vangelo quando parla di eutanasia e suicidio assistito semplicemente perché il Vangelo lo può citare solo chi è favorevole ad una seria legge sull’eutanasia e il suicidio assistito.

Il suicidio assistito e l’eutanasia, praticati solo ed unicamente a vantaggio del malato, rispondono al comandamento dell’amore di Gesù.  Per coloro che sono favorevoli al suicidio assistito ed eutanasia, vale la regola d’oro: “Quanto dunque desiderate che gli uomini vi facciano, fatelo anche voi ad essi. Questa è infatti la Legge e i Profeti” (Mt 7,12). 

 Crudele senza rendersene conto è la Chiesa, e crudele senza rendersene conto è il Papa, giacché basandosi su ragionamenti che non stanno né in cielo né in terra, vogliono imporre sacrifici inutili a persone che soffrono indicibilmente e desiderano porre fine ad una vita insopportabile.

Notizia recentissima:  Marco e Carlo Gentili, 35 e 30 anni, affetti entrambi da sclerosi laterale amiotrofica, hanno lasciato scritto che nel momento in cui i loro polmoni collasseranno si vorranno fermare. La madre ha dichiarato che non gli negherà la morte anche se “il mio cuore si ribella, ogni giorno spero che la scienza ci doni una nuova cura”. Ecco: sarebbe una grande crudeltà dire a quella madre che la sua è “falsa compassione” (così il Papa nel discorso alla Federazione Nazionale degli Ordini dei medici). Una vera crudeltà.

Renato Pierri