Cornacchini esonerato paga per tutti. Castori, forse, al suo posto

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Non so esattamente cosa accadrà adesso. Quando si fa questo lavoro bisogna essere pronti ad ogni evenienza. Se avrò ancora l’opportunità, domani parlerò coi ragazzi. Io a Bari sto bene e mi piacerebbe proseguire nel progetto. Generalmente – così Giovanni Cornacchini ai microfoni in conferenza stampa – ai momenti difficili reagisco lavorando con forza e determinazione, ma l’ultima parola non è la mia. Far dichiarazioni su questa brutta sconfitta non è facile. Non abbiamo subito un tiro in porta, non abbiamo mai sofferto veramente, nel secondo tempo siamo stati padroni del campo e siamo andati al tiro diverse volte sbagliando dei gol, tanto che il portiere Poluzzi è stato il migliore in campo. Abbiamo subìto il gol nel nostro momento migliore – ha proseguito l’allenatore – quando eravamo pronti per sferrare il colpo che ci avrebbe visto vincere. E dopo il gol rimettere in piedi la squadra non è stato facile. La gara è stata interpretata in modo giusto. Occorre migliorare e soprattutto occorre sbrigarsi, serve cattiveria e coraggio nel cercare gli attaccanti cercando di badare alle conclusioni. Oggi le opportunità le abbiamo create ma non le abbiamo concretizzate e questo è un nostro limite, ma io continuo a credere nel progetto e a credere che questo gruppo possa raggiungere la promozione anche se non nego che ci saranno molte difficoltà”.

Queste le ultime parole di Giovanni Cornacchini nell’ultima, difficile e ai limiti del dramma, conferenza stampa, sollevato dall’incarico proprio in questi minuti (siamo intono alle ore 23). Vanno via lui e il suo secondo Marolda. Uno scarno comunicato stampa da parte della società diffuso introno alle 23,15 lo ha confermato. Sette punti in cinque partite sono oggettivamente pochi per una squadra costruita per vincere con una identità ancora da ritrovare ed un carattere quasi mai venuto fuori al cospetto di una rosa ampia e variegata e, forse, non sfruttata a pieno. Queste, forse, le cause dell’esonero anche se – lo ribadiamo – mai come oggi il Bari avrebbe meritato di vincere, ma il calcio, si sa, è strano. Si dà fiducia quando si vince senza convincere o quando si perde senza uno straccio di tiro in porta meritando di perdere, e si esonera quando si merita di vincere. Cornacchini paga lo scotto della mancanza di una identità precisa, di un unico modulo certo su cui puntare e mai trovato e, soprattutto, per la mancanza di gioco, limite già visto sin dallo scorso anno anche se si è vinto a mani basse un torneo come quello di serie D. Ma, diciamocelo, l’allenatore, per questo, non è mai entrato nelle grazie dei tifosi che hanno, da sempre, il palato fine e che pretendono di divertirsi visto che pagano per assistere alle partite, oltre che vincere inconsapevoli che lo “spettacolo”, in serie C ed in serie D, è merce rara per tutti. Nemmeno la Juve, oggi, lo dimostra. Ma tant’è. La loro critica, dunque, è più che legittima.

Questa era la prima di un trittico che avrebbe dovuto invertire la rotta, un trittico che avrebbe dovuto cacciare le brutte sensazioni e cancellare tranchant tutti i dubbi di una squadra che sin da Avellino aveva mostrato diversi limiti di gioco e di personalità. E, di fatto, del trittico è stata sufficiente la prima gara per prendere una decisione sicuramente sofferta, visto che l’allenatore di Fano, tutto sommato, si è rivelata una gran brava persona, un gran lavoratore che ha pensato solo a pedalare badando al concreto ma, evidentemente, sbagliando troppo. E’ lui dunque, l’unico colpevole secondo il Presidente. Al suo posto dovrebbe arrivare Fabrizio Castori, un allenatore di sicuro affidamento, di categoria, poiché, come tanti giocatori acquistati, arriverebbe dall’esperienza di Carpi, anche lui tutt’altro che uomo di “spettacolo” sul campo. Sarebbe, tuttavia, troppo facile addossare tutta la responsabilità a Cornacchini ma, si sa, in questi casi a pagare è sempre l’allenatore. Ulteriore tempo da perdere, evidentemente, secondo la società, non ce n’è più. Solo il tempo stabilirà se sarà stata una questione di allenatore o di rosa.