Qui Radio Bari

Cronaca

Dalla propaganda alla resistenza al nazifascismo . La storia Radio Bari alla Fiera del Levante .

È certamente la storia più bella da raccontare tra quelle delle sedi regionali della Rai. “Radio Bari” è stata la prima voce libera d’Europa, un unicum assoluto, che ha cambiato il modo di fare la radio. Di questo, ma anche del rapporto della radiotelevisione pubblica con la città di Bari e con la Fiera del Levante si è parlato nell’incontro “Qui radio Bari”.

All’evento, intervallato da spezzoni radiofonici recuperati dagli archivi Rai di via Teulada, hanno partecipato Gianni Di Giuseppe, Direttore della sede Rai di Bari, Andrea Borgnino, responsabile di Radio Techetè, ed Edoardo Melchiorri, programmista Rai.

“L’idea di Radio Techetè, il canale specializzato di Radio Rai dedicato al mondo della radio del passato, e di questi incontri nelle città delle sedi regionali – spiega Borgnino – è quella di recuperare dei pezzi di storia radiofonici rimasti nel passato. Lo facciamo facendolo raccontare dalla radio, andando a scavare negli archivi e tirando fuori gli audio originali. Abbiamo mezzo milione di nastri e di bobine che facciamo rivivere con Radio Techetè”.

“Ci sono molti legami – dice Di Giuseppe ­– tra la Fiera del Levante e la Rai, partendo dai simboli. Il logo della Fiera contiene un’onda, così come il primo logo della Rai conteneva delle onde elettromagnetiche. Inoltre, qui all’inaugurazione della Fiera del Levante il 6 settembre del 1932, fu annunciata l’apertura a sede regionale dell’Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche  che nel 1954 diventò Rai, ndr) con la trasmissione della lettura da parte del ministro dei Lavori Pubblici Araldo di Crollalanza di un messaggio di Benito Mussolini”.

La storia di Radio Bari va di pari passo con la storia d’Italia: la propaganda fascista, l’entrata in guerra, l’armistizio, la resistenza e l’arrivo degli alleati. Nel 1933 iniziarono le trasmissioni di programmi in albanese, voluti dalla Camera di Commercio Italo-Orienatle, seguiti dall’arabo nel 1934 e dal greco. I messaggi lanciati erano rivolti verso tutto il Mediterraneo, chiaramente in chiave anti inglese. Poi arrivò l’8 settembre, Radio Bari trasmise l’annuncio di Badoglio e da essere la voce del regime divenne un interessantissimo laboratorio radiofonico volto alla resistenza al nazifascismo.

Radio Bari diede così un importante contributo alla diffusione degli ideali di liberazione, democrazia e pluralismo, nell’Italia occupata, nell’opera di coordinamento dei vari gruppi di resistenza, nonché nel rapporto con le migliaia di soldati italiani prigionieri nei Paesi occupati dai nazisti.