FdL  Forum Politiche Giovanili. Piemontese

Cultura & Società

Insistere e rafforzare il felice mix di risorse economiche e di servizi che hanno caratterizzato le nuove politiche giovanili regionali dal 2015. Un aiuto nel difficilissimo rapporto con le banche, ma anche con i Comuni che, specie quelli più piccoli, non hanno la forza di stare davvero a fianco dei progetti più innovativi animati dai giovani. Consolidare il ruolo della Regione Puglia come “pivot” che fa ruotare informazioni, opportunità, relazioni utili a crescere, formazione sull’accesso agli strumenti pubblici e privati di finanziamento.

Gli spunti emersi nel forum sulle politiche giovanili che si è svolto ieri sera, nell’ambito della serie organizzata per avviare l’elaborazione del Piano strategico della Regione Puglia 20>30, hanno rafforzato intuizioni e indirizzi che hanno reimpostato le politiche giovanili pugliesi da metà 2015.

“Siamo orgogliosi di aver fatto evolvere la lezione di un gigante come Guglielmo Minervini e di aver costruito un insieme di concrete opportunità per giovani che, tre anni fa, non avevano altro che una buona idea e la speranza che qualcuno la valorizzasse”, ha detto l’assessore regionale alle Politiche giovanili, Raffaele Piemontese, che ha seguito dall’inizio alla fine il lavoro dei tavoli organizzati nella Casa della Partecipazione della Regione Puglia, alla Fiera del Levante.

“Con 9 milioni di euro di finanziamenti già impegnati, sono attive in questo momento 312 imprese giovanili che stanno immettendo innovazione sociale, culturale o tecnologica nella società pugliese”, ha aggiunto Piemontese, avviando i lavori che hanno coinvolto, per un paio di ore, gestori di spazi pubblici, una decina di giovani imprenditori finanziati dalle misure regionali, operatori sociali, progettisti, amministratori locali, esperti di politiche giovanili e imprenditoria sociale.

Proprio alcuni storici protagonisti di riferimento nell’universo dell’imprenditoria sociale hanno guidato le attività dei gruppi. Come Dario Riccobono, tra i fondatori di “Addiopizzo”, un movimento antimafia nato da un gruppo di giovani che si fa portavoce di una “rivoluzione culturale” attraverso una strategia inedita: il consumo critico contro il pizzo. Le sue attività hanno coinvolto oltre 11 mila turisti e prodotto un fatturato di 615 mila 671 euro verso imprese pizzo-free, contribuendo allo sviluppo di un circuito di economia pulita.

O Massimo Vallati, ex-ultrà, fondatore e simbolo del progetto “Calciosociale” che, partendo dalla popolarità di questo sport, ha provato a stravolgerne le regole e soprattutto a uscire dal campo di gioco per diventare inclusione, crescita personale e di comunità contro violenza e logiche di denaro di cui, proprio in questi giorni, sono piene le cronache nazionali. Il “Campo dei Miracoli”, realizzato a Corviale, simbolo del degrado della periferia romana, è oggi un bene pubblico, con al suo interno una struttura che ospita la sede e la palestra realizzata in bioarchitettura. 

O Simona Sinesi, fondatrice e vicepresidente di “Never Give Up”, una onlus formata da un gruppo di professionisti che lavora, in centri di eccellenza italiani e internazionali, nel campo della prevenzione, del trattamento e della ricerca sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

“È stato importante ascoltare storie e punti di vista che ci incoraggiano a proseguire e perfezionare gli indirizzi che abbiamo sperimentato in questi ultimi tre anni e a lanciarli nella strategia del prossimo decennio – ha osservato Piemontese –: siamo usciti confermati nell’idea che avevano visto giusto a pensare di affiancare, alle imprese finanziate con PIN, i servizi e le consulenze di 500 giovani professionisti; ad accompagnarle in circuiti nazionali e internazionali, come è successo con l’esperienza appena fatta in Israele, alla DLD Tel Aviv Digital Conference che si è chiusa ieri; a garantire una prerogativa di accesso agli strumenti di altre politiche regionali: dallo sviluppo economico alla ricerca e innovazione, dalla cultura all’ambiente”.

Quest’ultimo elemento è rimbalzato su tutti e tre i tavoli moderati da Luca Solesin, di Ashoka, la più grande rete mondiale di imprenditori sociali innovativi. Alle successive elaborazioni del “Piano strategico Puglia 20>30”, i protagonisti delle politiche giovanili regionali hanno consegnato il bisogno di insistere sugli strumenti in grado di costruire alleanze con le imprese tradizionali per garantire la sostenibilità dei progetti sociali, sul design collaborativo dei dispositivi regionali di supporto, sull’abbattimento dei costi di gestione degli spazi pubblici tramite sgravi fiscali, sulla qualità tramite strumenti di rendicontazione che valutino l’impatto reale dei progetti sociali.