L’Associazione “La Speranza”chiede un incontro al Prefetto di Taranto

Politica & Diritti

CRISPIANO – Il presidente dell’Associazione “La Speranza” Francesco Ippolito, in qualità di assicurato e grande invalido Inail e in rappresentanza degli associati, tutti grandi invalidi Inail, con patologie ricadenti nei casi di cui all’art. 35 del nomenclatore tariffario inail, ha inviata una missiva al Prefetto di Taranto per sollecitare un incontro chiesto il 13 febbraio 2019 al direttore regionale, per poter discutere e chiarire i criteri adottati dalla sede di Taranto per la evasione delle richieste di autorizzazioni di ausili e loro dispositivi, cosi come previsto dal nomenclatore tariffario.

Imbarazzante l’assoluto silenzio della direzione Regionale- scrive Ippolito e aggiunge: “sono convinto, come già espresso in altre comunicazioni sia verbali che scritte, che, il sicuro obiettivo dell’istituto Inail sia quello di raggiungere una completa valorizzazione delle residue capacità per una piena integrazione della persona affetta da disabilità in ambito familiare, sociale e lavorativo. Sono eccellenti anche tutti i dispositivi e/o ausili forniti dall’istituto per tutte le patologie degli assicurati. Il Regolamento, come noto, è considerato un documento basilare perle attività svolte dell‘Inail per favorire il recupero dell’integrità fisica e psichica delle persone con disabilità da lavoro ed è anche uno degli strumenti fondamentali per l’attuazione del sistema di “tutela globale ed integrata” che l’Istituto intende garantire ai propri assicurati, come esposto dal Presidente Inail dott. Massimo De Felice in occasione dell’applicazione del regolamento vigente (circ. Inail 23 dicembre n° 61/2011). Ormai da anni la sede Inail di Taranto, competente per territorio, ha adottato una prassi applicativa del citato art. 35 sostanzialmente elusiva dagli obblighi di Codesto Istituto nei confronti dei grandi invalidi aventi diritto alle prestazioni previste. Tale situazione persiste, nonostante le varie segnalazioni più volte operate.

Considerato che il citato art. 35 si riferisce sostanzialmente a cinque patologie e cioè : tetraplegia, paraplegia, tetraparesi, paraparesi ed emiparesi, praticamente le più gravi, e che lo stesso è stato stilato in maniera quasi perfetta mettendo in evidenza i vari distinguo e lasciando poco spazio all’interpretazione, non si capisce come mai per la sede di Taranto questo non è applicabile. Numerose volte ho chiesto chiarimenti perla mancata erogazione degli ausili/dispositivi per la cura e l’igiene della persona ( punto 1.2 lettera ”a” e lettera ”f” dell’art. 35). Ancora più grave è che questi prodotti servono per prevenire la formazione delle piaghe da decubito e/o pressione, che per queste patologie sono devastanti. Alcuni grandi invalidi, da più di vent’anni su sedia a rotelle, mi hanno riferito che più volte nel tempo hanno richiesto la fornitura di clisma e di prodotti antisettici e antibatterici ma la risposta della sede è stata sempre la stessa owero che non fornisce questo tipo di materiale, accollando così un maggiore onere economico all’assicurato e soprattutto non attuando quello previsto dall’art. 35 dell’n.t.Considerato inoltre– prosegue il presidente dell’Associazione – che l’istituto Inail è un assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro e malattie professionali e vista la gravosa incidenza economica che ha per tutte le aziende, imprese, lavoratori autonomi e industriali ( lo affermo per conoscenza personale, essendo ex titolare di impresa edile), e considerate anche le eventuali e carissime applicazioni di interessi per i giorni di ritardo pagamento dei premi Inail, il sottoscritto e i miei associati, vorremmo che con la stessa celerità e serietà, che l’istituto chiede ai propri contribuenti di versare i premi, facesse nell’applicazione del regolamento protesico.” Ippolito conclude auspicando di essere ascoltato, per poter metter fine a queste situazioni incresciose.

Michele Annese