Salvini a Pontida attacca le Ong: “Godetevi questi porti, tornerò a difendere i confini”

Diritti & Lavoro

Il segretario della Lega propone alla base un referendum abrogativo del sistema elettorale con quota proporzionale da sostituire per Salvini con un sistema completamente maggioritario

Written by:  Monica Montanaro

Matteo Salvini rilancia dinanzi alla platea dell’assemblea degli amministratori locali della Lega a Milano un referendum abrogativo per cancellare la quota proporzionale del sistema elettorale italiano perché – secondo il leader leghista – all’Italia è necessario “un sistema elettorale completamente maggioritario”. Nel pomeriggio Salvini si è recato al raduno organizzato a Pontida con indosso la t-shirt raffigurante il volto del leader uscente dei giovani leghisti, Andrea Crippa, eletto suo vice federale, e torna ad inveire dal palco contro le navi delle Ong dedite al salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. “Ora che i porti sono aperti, care Ong, godeteveli questi porti, perché noi al governo ci torniamo e torneremo a difendere i confini come si fa in un paese normale”, tuona il leader del Carroccio. La base elettorale esorta il capitano agli sfottò contro Luigi Di Maio, e la classe giovanile urla all’unisono: “Di Maio torna al San Paolo”. Ma Matteo Salvini responsabilmente da buon condottiero assume un atteggiamento diplomatico e corretto, decidendo di non replicare a tono alle provocazioni dei 5S, e calmando la folla invoca “rispetto per il ministro degli Esteri”. I ragazzi eludendo l’invito del loro leader politico rincarano la dose: “Chi non salta comunista è”, e Salvini cogliendo la palla al balzo osserva: “Renzi, Zingaretti, Franceschini e la Boschi non possono usare la parola comunista, perché i comunisti di un volta erano persone serie, Berlinguer si rivolterebbe nella tomba, questi non sono comunisti, sono poltronari”.

A tale espressione emessa dal loro capitano, il pubblico entusiasta applaude e grida ‘Matteo-Matteo’. Il leader leghista si sente a casa e a contatto con i giovani rimembra i vecchi tempi e l’atmosfera lo stimola a raccontare la sua prima Pontida. “Arrivai qui in Y10, poi stufo di non dormire tornai alla macchina, ma non c’era più. Era diventata ostello di alcuni ragazzi che l’avevano presa come un punto dove stare per riflettere, per pensare all’Italia del futuro. Poi l’ho trovata all’indomani. A Pontida non si dorme, perché si riflette sul senso della vita – ammette Salvini -, e se qualche ex ministro o del nuovo governo venisse qui, potrebbe riflettere per vedere se la terra è piatta, o se l’uomo è arrivato sulla luna”.

Nel corso dell’appuntamento politico leghista si sono avvicendati  gli interventi di giovani emergenti impegnati nella militanza di partito e alcuni deputati. Tra di essi in particolare va segnalato il contributo dell’onorevole leghista Vito Comencini che molta foga ha attaccato dal palco il presidente Sergio Mattarella prorompendo: “Questo Presidente della Repubblica, lo posso dire? Mi fa schifo”. “Mi fa schifo chi non tiene conto del voto del 34% degli italiani”, ribadisce. “Certo anche Pertini è andato a baciare la bara di Tito, quello che ha fatto le foibe”, conclude Comencini.