Il funerale di una Nazione chiamata Italia 

Cultura & Società

Pierfranco Bruni

La democrazia non è una virtù. È un fallimento delle civiltà. Antropologicamente è una misura del vuoto. I popoli civili non vivono di democrazia, ma di libertà. Un concetto meno astratto e filosoficamente più robusto. La libertà è la saggezza.

La democrazia è il nulla che però serve per mascherare il potere e l’autoritarismo becero che nasconde, a sua  volta, la strafottenza di chi senza consenso pensa di gestire il governo delle cittadinanze.

L’Italia é una comunità senza la cittadinanza della libertà. Uno stato di una coscienza senza qualità. Ciò che avviene in Italia.

L’Italia non c’è più. È perduta! Esiste solo un territorio che una volta si chiamava Nazione. È stato cambiato persino il nome. Qualcuno anti italiano  insisteva sul Resistere Resistere Resistere a chi? Resistendo loro hanno distrutto una nazionalità trasformandola in paese. Ecco il paese che volevano.

Hanno distrutto una Grande Nazione in cambio di un paese mediocre pessimo qualunquista senza Popolo senza Civiltà senza Identità. Pensano. Loro. Loro chi sono? Popolo libero osservate guardete vedete. Plurale! Leggete le parole che diventano rivolta.

L’uomo vero, quello vero, è in Rivolta. Camus! La politica è l’essere di essere uomo! Aristotele! Il governo non rappresenta Nessuno. Ulisse tira l’arco. I Prodi, ops, i Proci invadono senza consenso le stanze. Il popolo va educato dicono gli eredi dei Gulag. Insistono nel porgere le riserve indiane al popolo libero.

Il capo del governo non è un conte. È il trasformismo essendo il nulla. Il nulla diventa vuoto. Vogliamo il Che! Non siamo pirati e neppure bandoleri stanchi. Vogliamo ritornare ad essere ITALIANI. Non eredi o precursori di sedute spiritiche. Già lo abbiamo avuto un sedutista di “spiritismo”. Prodi!

Fa coppia con un papa di bassa statura religiosa che non conosce il Cristo Croce e neppure redenzione. L’uomo in Rivolta è straniero in questo paese che una volta si chiamava Nazione Italia. Dai! San Paolo deve ritornare Agorà. San Francesco di Paola deve ritornare ad essere taumaturgo.

Vogliamo essere cristiani e nazionalisti. Non sottosuolo e bassi fondi. Vogliamo la verità della certezza. Gli Ostrogoti toccano i bottoni. Sono Ostrogoti esperti di pressapochismo. Analfabeti di ritorno. Educano alla descolarizzazione. Pubblica distruzione!

Si può fare il ministro senza titoli di studio? A che serve la laurea? Il  principe è nudo. Una nudità con il bastone rotto.  Siamo liberi. Il pessimo governa un paese che è invece una Grande Nazione. Coraggio.

Occupiamo il pensiero le idee libere lo sguardo del Popolo vero. Siamo stati invasi dal peggio. Il disgustoso avanza. Coraggio. Noi restiamo il Meglio. Troia brucia. L’inganno va disincantato!

Non resistere! IN NOME DEL POPOLO SOVRANO VOGLIANO LA VERA ITALIA.

SIAMO LA NUOVA VANDEA!

Hasta la vista! Allora. Un motto molto efficace per chi istituzionalmente ha consapevolezza di cosa è la libertà e cosa può essere il fantoccio di democrazia. Io non voglio una civiltà democratica. Ovvero una civiltà corrotta e ambigua. Desidero una civiltà libera e consapevole della tradizione in un processo non in disfacimento ma in rifacimento. Una Nazione diventata paese é la brutalità della storia che ha dimenticato  la memoria del proprio radicamento.  L’Europa non esiste. Il vissuto è uno scontro o un dialogare tra Occidente ed Oriente. Tutti i conflitti sono stati tra Occidente ed Oriente.  La Chiesa è il potere del relativismo. Celestino V aveva capito subito. Come Benedetto XVI. La democrazia è un residuo di ciò che si usa chiamare Repubblica. L’italia e la Chiesa cattolica sono governate da personaggi senza qualità