Politica & Diritti

Un applauso dei senatori della maggioranza e un abbraccio con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, seduto accanto a lui: cosi’ il premier Giuseppe Conte ha accolto il voto di fiducia al suo governo, subito dopo la proclamazione dell’esito da parte della presidente Casellati. In Aula in quel momento non c’era il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che precedentemente era seduto vicino al premier. “Dobbiamo fare il prima possibile”. Lo dice il premier Giuseppe Conte a chi gli chiede se la nomina dei sottosegretari arrivera’ nel Consiglio dei ministri in programma giovedi’.  Qual e’ adesso la priorita’ del governo? “Governare”. Cosi’ risponde il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a chi lo interpella all’uscita dal Senato dopo il voto di fiducia al suo governo. “La manovra si fa in Italia”: cosi’ il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando palazzo Madama, ha risposto alla domanda se la sua visita di domani a Bruxelles possa servire ad avviare il negoziato con l’esecutivo comunitario sulla prossima legge di Bilancio. “Ho peccato magari di buonafede, Conte aveva sempre detto che si sarebbe andati al voto. Ma il profumo di poltrone e’ molto piu’ appetitoso, tuttavia l’onore e la lealta’ valgono piu’ di mille poltrone”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, partecipando a “Porta a Porta”. Due le astensioni eccellenti tra le fila della maggioranza giallorossa, quella di Matteo Richetti del Pd e del 5 stelle Gianluigi Paragone. “Ora inizia la grande sfida: cambiamo insieme l’Italia”, e’ stato il commento a caldo del segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Il dibattito nell’Aula del Senato, convocata per la fiducia al governo giallorosso, e’ stata l’occasione per una resa dei conti, quasi piu’ personale che politica, tra il premier Giuseppe Conte e il suo ex ministro dell’Interno, il leader della Lega Matteo Salvini. Il secondo atto del duro confronto andato in scena sempre al Senato il 20 agosto, quando, dopo un duro atto d’accusa all’indirizzo di Salvini, Conte ha annunciato la fine dell’esecutivo gialloverde e quindi le sue dimissioni, poi ufficializzate al Quirinale. E cosi’ e’ stato un vero e proprio duello quello svoltosi nel pomeriggio tra i due. Salvini, che si e’ rivolto al premier chiamandolo “Conte-Monti”, lo ha accusato di occupare una poltrona “figlia di slealta’, tradimento e di interesse personale”, e di esservi “inchiodato come le vecchie mummie della prima Repubblica”.