Mattarella, ruolo per l’Italia nella Ue

Politica & Diritti

Una nuova Europa, piu’ coesa, che riveda le proprie regole per affrontare le sfide del futuro, cambiando il Patto di Stabilita’ per investire di piu’ in infrastrutture, innovazione, ricerca ed educazione. Sono queste le linee guida che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha indicato nel messaggio che ha inviato al forum Ambrosetti in corso a Cernobbio. L’opinione favorevole al nuovo governo della maggior parte dei governi Ue crea le condizioni per un dialogo questa volta veramente costruttivo tra Roma e Bruxelles. Tenendo conto soprattutto della fase ciclica difficile sia per l’Italia che per l’Eurozona, che impone scelte precise a sostegno della crescita. In questo quadro il presidente della Repubblica Mattarella ha indicato il ruolo dell’Italia in Europa, che deve essere all’insegna della responsabilita’ e che (ovviamente sulla base di tale condizione) e’ giusto riesaminare le regole del patto di stabilita’. “Coesione e crescita sono gli obiettivi ai quali guardare e il necessario riesame delle regole del Patto di Stabilita’ puo’ contribuire a una nuova fase, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, reti, innovazione, educazione e ricerca”, ha scritto il Capo dello Stato. All’Unione, ha spiegato Mattarella, servono “passi avanti per una fiscalita’ europea che elimini forme di distorsione concorrenziale e affronti il tema della tassazione delle grandi imprese multinazionali, per un sistema equo e corretto”; serve anche un’Italia che “giochi un ruolo di primo piano”, che partecipi “con convinzione e responsabilita’” a un progetto “lungimirante, sostenibile ed equilibrato”. Si tratta di tutte condizioni necessarie perche’ “soltanto un’Europa solida e unita sara’ capace di contribuire da protagonista” sul fronte dei grandi temi globali in un contesto difficile. Gli oltre 200 imprenditori intervenuti al Forum di Cernobbio esprimono una maggiore fiducia nei confronti dell’Unione europea, anche se reclamano maggiore attenzione sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Secondo un sondaggio, coloro che nutrono un alto tasso di fiducia nell’Ue sono il 22,8%, rispetto all’8% registrato lo scorso anno. La stessa platea di imprenditori intervenuti a Cernobbio ha bocciato clamorosamente l’operato del premier britannico Boris Johnson, promuovendo invece Emmanuel Macron e Angela Merkel, e rimandando a settembre Giuseppe Conte dopo il suo primo mandato. La Francia, rappresentata a Cernobbio dal ministro dell’Economia Bruno Le Maire, attraverso il suo rappresentante, esprime la seguente posizione: nell’Europa di oggi “tutto si muove troppo lentamente” mentre c’e’ bisogno “di decisioni prese in fretta” e su diversi fronti: la concorrenza (“non possiamo aspettare sei, 12, 18 mesi quando c’e’ una proposta di fusione), il budget, un rafforzamento della zona Euro. Far parte del club europeo richiede diverse responsabilita’, ha aggiunto Le Maire: implica “quella di rispettare le regole esistenti, di introdurre riforme strutturali”, ma anche quelle di “promuovere la crescita”. L’Unione Europea, anzi, avrebbe bisogno di un “patto per la crescita” e che quei Paesi che hanno spazio di spesa, “come la Germania”, facciano investimenti. Un punto evidenziato dal vicepresidente della Bce, Louis De Guindos: se in tutta l’Eurozona e in particolare in Italia “e’ stata osservata una dinamica degli investimenti delle imprese anemica”, al tempo stesso riforme e politica fiscale possono “giocare un ruolo rilevante” e “lo spazio di bilancio puo’ essere usato in modo piu’ saggio nei Paesi dove questo esiste”. “Ne parliamo da mesi, ne ho parlato molte volte con responsabili di imprese sia francesi che tedesche, con il governo di Berlino, discutiamo da mesi nell’Eurogruppo sull’esigenza di un bilancio dell’area monetaria: ora bisogna decidere”, ha sottolineato Le Maire, che, in un intervento molto applaudito ha detto che “serve il coraggio di decidere”. Il ministro dell’Economia francese ora spera di trovare una sponda nel nuovo esecutivo targato M5S e Pd: con il nuovo governo c’e’ “l’opportunita’ di rilanciare i rapporti” bilaterali fra i due Paesi e ci sono “progetti italo-francesi ed anche europei che potrebbero accelerare”. “L’Europa e’ il nostro destino, e’ il nostro futuro”, e’ stata la riflessione dell’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi, secondo cui non e’ un caso se le tensioni fra Lega e M5S si sono consumate soprattutto su tematiche comunitarie; anche per questo la nascita del governo Conte 2 e’ stata accolta nelle capitali del Vecchio Continente con “sollievo”.