Xylella: la Corte di giustizia Ue condanna l’Italia

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La Corte di giustizia Ue ha condannato l’Italia per “non aver applicato le misure obbligatorie Ue per impedire il diffondersi del batterio vegetale da quarantena xylella fastidiosa, responsabile del disseccamento rapido degli ulivi in Puglia”. La decisione è derivata dall’accoglimento del ricorso della Commissione Ue contro mancanze e ritardi nelle ispezioni ma anche nell’abbattimento delle piante contagiate da parte delle autorità italiane. Questa condanna prevede solo il pagamento delle spese contrattuali.

La prima fase della procedura di infrazione risale al 2015 e aveva stabilito delle misure di contenimento delle zone infette, delimitate a nord da un raggio di 20 chilometri che dovevano confinare con una zona cuscinetto dove dovevano essere abbattute le piante, anche sane, nel raggio di 100 metri. Il batterio della xylella è altamente fastidioso, in grado di attaccare oltre 500 specie di vegetali diversi dimostrandosi aggressiva specie con gli ulivi.

Ciò che viene contestato dai giudici di Lussemburgo, è che l’Italia, al termine fissato dalla Commissione non ha rispettato alcuni obblighi imposti entro il 14 settembre 2017. Non è stata effettuata l’immediata procedura di rimozione delle piante infette nella zona confinante con quella cuscinetto e questo, secondo la Corte di giustizia, non ha garantito l’efficacia delle misure elaborate per evitare che il batterio si diffondesse. Non veniva neanche effettuato il monitoraggio costante della xylella che era stato disposto tramite ispezioni.

Tuttavia, la Corte di giustizia ha respinto la richiesta della Commissione di dichiarare l’inadempimento generale per non aver rimosso il batterio. L’Italia era giunta in soccorso all’emergenza in Puglia grazie ad un decreto, adottato nel maggio 2019, in cui si disponevano misure per velocizzare l’applicazione delle misure di contenimento ma anche per sostenere il settore oleicolo grazie a finanziamento per 150 milioni di euro per l’anno 2020/2021.

Il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, aveva infatti già da tempo denunciato le inadempienze dello stato italiano: “Il conto dei danni causati dalla xylella in Puglia è salito a 1.2 miliardi di euro sull’area infetta che riguarda 183mila ettari per colpa di errori, incertezze e scaricabarile che hanno favorito l’avanzata del contagio. Continua a mancare una strategia tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l’intero patrimonio olivicolo e paesaggistico”, conclude Muraglia.

Di Sara Carullo