Ma quale camomilla, ecco i frutti della buonanotte

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Un buon sonno è fondamentale per mantenere una buona salute, sia fisica che mentale, e per cominciare al meglio la giornata successiva. La mancanza di sonno, infatti, può provocare vari disturbi tra cui debolezza, stanchezza, nervosismo e problemi di concentrazione. In Italia soffrono d’insonnia circa dieci milioni di persone e le cause possono essere molteplici: l’abuso di caffè, l’uso di apparecchi elettronici a luce blu prima di addormentarsi o una temperatura errata nella stanza da letto, ma anche una dieta sbagliata.

Una corretta digestione di certo aiuta il sonno; alcuni alimenti, infatti, lo favoriscono, altri, invece, lo rendono più difficoltoso. La melatonina è l’ormone che regola il ritmo circadiano, ovvero quello che equilibra il sonno e la veglia. La produzione di melatonina, infatti, aumenta naturalmente di notte, raggiungendo il suo apice verso le due o le tre del mattino, mentre diminuisce quando si è pronti ad alzarsi.

La melatonina è contenuta all’interno di alcuni frutti, mentre altri contengono il triptofano, un amminoacido che stimola la produzione di quest’ormone.

Ecco una lista di frutti che, per le loro caratteristiche, favoriscono la produzione di melatonina e sono perciò consigliabili prima di cadere tra le braccia di Morfeo.

  • L’amarena e la ciliegia, poiché contengono alte percentuali di triptofano.
  • La noce, grazie alla sua composizione, favorisce la produzione di melatonina rendendo migliore la qualità del riposo.
  • La mandorla, che grazie alla perfetta combinazione di triptofano e melatonina, è un toccasana per un corretto riposo notturno.
  • La banana è fonte di potassio e triptofano che contribuiscono a stimolare la melatonina e ad accompagnare verso un sonno tranquillo e profondo.
  • Il kiwi grazie alla presenza di antiossidanti aiuta a ridurre lo stress e a favorire il riposo. I ricercatori della Taipei Medical University di Taiwan hanno analizzato gli effetti del consumo di kiwi sul sonno e hanno scoperto che l’assunzione giornaliera ne provoca un aumento sia della qualità che della quantità.