Italiani nel mondo

Politica & Diritti

I milioni di Connazionali che vivono all’estero chiedono una più conveniente rappresentatività a livello politico nazionale. Da quanto abbiamo potuto intendere, desiderano pensare con la loro testa ed essere più partecipi alle decisioni che li potrebbero interessare anche fuori  dal Bel Paese.

La questione della rappresentatività è quella che maggiormente ha fatto risaltare la nostra attenzione. La Legge 27.12.2001 n. 459, quella del voto politico per corrispondenza per i Candidati nella Circoscrizione Estera, è stata partorita da un Parlamento che aveva limitata percezione nel variegato ambito migratorio. Poi, non è stata più riesaminata.

A circa diciotto anni dall’entrata in vigore di questa normativa, gli “Onorevoli” eletti dall’estero non hanno fatto nulla per aggiornare una legge che ne avrebbe bisogno. Per far comprendere che si può cambiare, le iniziative, però, hanno da svilupparsi fuori d’Italia. Non ci sembra il caso d’aggiungere commenti personali. Servirebbero a poco.

Chi vive oltre frontiera è nelle condizioni di decidere, in modo autonomo, del suo futuro; anche nella Penisola d’origine. Proprio su queste basi, che riteniamo fondamentali, intendiamo monitorare lo status degli italiani nel mondo.

L’Italia delle “riforme” non convince neppure i Connazionali all’estero. Ora la Penisola non ha bisogno di nuovi sacrifici proiettati in un’ottica che ben poco andrebbe a modificare lo status politico nazionale.

Se si dovesse continuare a non dare l’importanza che merita la nostra Comunità all’estero, si potrebbe verificare quell’effetto “boomerang” che i politici hanno, da sempre, temuto. Le nuove tattiche anche elettorali, a nostro avviso, dovrebbero essere concepite pure col contributo di chi vive fuori d’Italia. Essere più “partecipi” significa evidenziare una rappresentatività che è ancora troppo circoscritta.

Giorgio Brignola