Invece di discutere sui vicepremier, sbarchiamo i migranti, dice Orfini

Cronaca

L’ex presidente dem alla Stampa: “Se nemmeno su questo siamo in grado di ottenere una radicale discontinuità, che ci andiamo a fare al governo?”

“Se stiamo facendo questa trattativa per superare le politiche oscene di Salvini, io avrei detto: prima di tutto, fateli sbarcare. Poi, si tratta. Invece stiamo qui a parlare del numero dei vicepremier”. Sposta l’asse della questione Matteo Orfini, deputato e già presidente del Pd, in un’intervista a La Stampa, edizione cartacea.

E lo sposta sulla vicenda della Mare Jonio, la nave con più di trenta persone a bordo bloccate dal divieto di sbarco deciso dal ministro Salvini. Argomento sul quale – dice Orfini – “da giorni chiedo al presunto statista Conte di mostrare discontinuità sul tema migranti”. Però ora, aggiunge l’ex presidente dem, “per disperazione mi trovo obbligato a rivolgermi al segretario Pd Zingaretti e ai capigruppo, Marcucci e Delrio, che stanno trattando sul governo”.

Per Orfini “non è una questione di un tweet”, e invece “per il mio partito conta più il numero di chi va al governo del numero di esseri umani sequestrati. Sarà che a me interessa assai poco perché non ci entrerei mai”, dice affermando anche di essere “orgoglioso” perché ha letto che il suo nome “è entrato in una ‘black list’ del M5s”. Così Orfini, che registra e mette agli atti che “non abbiamo posto lo sbarco dei profughi della Mare Jonio come conditio sine qua non” propone al segretario Zingaretti e al partito tutto che “si smetta di fare la guerra alle Ong. Si metta mano agli accordi con la Libia. Si faccia una legge quadro sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini. E magari, si faccia lo ius soli”.

Portare questi temi al centro del dibattito politico e della trattativa di governo, per Orfini sarebbe anche l’occasione per “capire subito” se sia o meno possibile adottare queste politiche con il M5s. “Se nemmeno su questo siamo in grado di ottenere una radicale discontinuità, che ci andiamo a fare al governo?”, si chiede l’ex presidente dem. Che subito dopo aggiunge: “Non credo che dobbiamo andare al governo a tutti i costi”. Anche perché, aggiunge Orfini, “tra il governo e il voto abbiamo scelto il male minore, ma sempre male è. E un conto è accettare Conte, un altro considerarlo uno statista, dopo 15 mesi in cui ha avallato tutte le scelte peggiori”.

E tra le tante scelte peggiori, fatte anche dal Pd, Orfini mette anche quella di considerare Grillo “un interlocutore politico”, per la quale, dice, “fatico”.