Figlio di due madri, Viminale ricorre in appello

Cronaca

“La trascrizione dell’atto di nascita di un minore che non ha legami di sangue con un italiano è contraria ai principi primari costituzionalmente garantiti quali sono quelli relativi al diritto alla cittadinanza italiana”. È quanto si legge nel ricorso con il quale il Viminale, tramite l’Avvocatura, ha impugnato in appello il decreto del Tribunale di Bari che aveva respinto l’opposizione del ministero dell’Interno alla trascrizione dell’atto di nascita del figlio di due donne, una inglese e una italiana, fatta dal Comune di Bari nel 2017.

Il Viminale, che spiega di essere “legittimato ad agire in quanto titolare della competenza in materia di tenuta dei registri dello stato civile”, sottolinea come a un bambino nato all’estero da una cittadina britannica sia stato di fatto attribuito “lo status di figlio di una cittadina italiana, con la prima unita civilmente, ma con la quale egli non ha alcun rapporto biologico”; ma, a parere del Viminale, “l’insussistenza di un rapporto biologico con il genitore italiano impedisce la trascrizione nei registri di stato civile italiani” perché, “consentendo tale trascrizione, si finisce per attribuire al minore la cittadinanza italiana propria della madre intenzionale, pur non risultando esistere con quest’ultima alcun legame biologico e genetico”. Nel ricorso si fa anche riferimento a una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, secondo la quale “l’assenza di un legame genetico tra il minore e il genitore munito di cittadinanza italiana impedisce il riconoscimento del rapporto di genitorialità”. L’appello è fissato per il 12 novembre davanti alla prima sezione civile