Italia in Comune Puglia su criminalità nelle campagne

Ambiente & Turismo

“Ciclicamente si torna a parlare di criminalità nelle campagne. Tanto allarme, ma poi tutto resta com’è. Forse perché la nostra politica, a tutti livelli, è troppo “urbano-centrica” e poco interessata alle aree oltre gli spazi abitati, che stanno diventando le nuove periferie, una terra di nessuno dove le leggi non valgono e proliferano racket, depositi di armi, ecomafie, inquinamento, abbandoni di rifiuti, incendi e illegalità di ogni tipo”. A dirlo è Davide Carlucci, vicecoordinatore regionale di Italia in Comune Puglia ma, in realtà, ad essere preoccupati per la situazione delle aree periferiche delle città sono tutti gli amministratori del partito.

Lo scorso ottobre, i sindaci ItC avevano già lanciato un monito alle istituzioni in un pubblico dibattito organizzato sul tema. Con una istanza formale, poi, era stato chiesto alla Regione di mettere a disposizione dei Comuni adeguate risorse per finanziare progetti specifici e dedicati di pattugliamento e controllo del territorio, da affidare agli stessi corpi di Polizia municipale, alla Polizia metropolitana, alle Guardie ecologiche e campestri o alle società di vigilanza private. Ad oggi, però, le cose non sembrano essere migliorate. Da qui il rilancio della questione da parte dei referenti del partito che ha nel bitontino Michele Abbaticchio il vicecoordinatore nazionale:

“Italia in Comune ha già dato un’indicazione alla Regione: occorre investire in sicurezza, attraverso bandi destinati alle polizie locali e alle vigilanze campestri, per controllare a tappeto quello che rischia diventare il nostro far west rurale, avvalendoci delle tecnologie come i droni, telecamere e videotrappole di ultima generazione. Oltretutto, si potrebbe coinvolgere in questa attività di monitoraggio e presidio del territorio anche tutti i cittadini che percepiscono il Reddito di dignità e il Reddito di cittadinanza– è quello che continuano a chiedere–  Non lasciamo cadere nel vuoto questo appello. Emiliano si cali nei panni dei nostri agricoltori, costretti a fare i conti, oltre che con un clima impazzito e con malattie gravi come la xylella, con i parassiti della criminalità organizzata, che stanno rendendo sempre più umiliante e duro il loro lavoro”.