La radio da quaggiù – Residenza artistica Matera 2019

Cultura & Società

SATRIANO – “La radio da quaggiù” è un progetto del Programma Residenze di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 che il 2 settembre verrà presentato alla comunità, promosso dall’Associazione Al Parco ideato da Stefano Cuzzocrea e Daniel Kemeny, con il patrocinio del comune di Satriano di Lucania. Gli episodi radiofonici saranno tre, a cura di artisti che operano con linguaggi diversi: lo scrittore Andrea Semplici, l’artista del suono Jonathan Frigeri e lo scultore Klaas Hübner si muoveranno nel territorio di Satriano di Lucania per raccontarne la memoria collettiva, ascoltare le storie dei suoi abitanti, le loro vite, ma anche per indagare i saperi che si sono tramandati nelle generazioni e quelli che invece sono andati perduti. Il mezzo della radio che nell’era tecnologica appare così remoto ha infatti la qualità unica di avere le proprie radici nel passato, da cui attingere per saperlo raccontare, e di proiettarsi nel futuro. Per questo, i tre artisti si interrogheranno sulle trasformazioni del concetto di tradizione e sulle relazioni che costituiscono una comunità, quelle intergenerazionali, per esempio.

Gli artisti avranno la possibilità di definire la forma a loro più consona: suoni trovati, feld recording, registrazioni, suoni con/dal telefono, esperimenti vocali, suoni magnetici, radio magic, radio scultura, wireless happening, sound-art. Saranno affiancati dai due ideatori del Progetto, artisti calabresi di nascita che hanno scelto di vivere in piccole comunità sul territorio regionale e agiranno come medium tra la realtà locale e i tre ospiti.

L’obbiettivo del progetto è quello di creare, da questi tre momenti e visioni separati, una rappresentazione composita, data dall’interazione della narrazione di Andrea Semplici, messa in scena da Klaas Hübner che ne creerà un’istallazione, che verrà infine musicata da Jonathan Frigeri. Questa sintesi tra le tre visioni artistiche col territorio e la popolazione di Satriano di Lucania si terrà nel Boschetto Spera, luogo identitario del paese, là dove è rinato il Rumita, con la Foresta che cammina: un rito arboreo che è stato ripreso, prendendo spunto da un’opera del regista Michelangelo Frammartino, a cui la comunità ha ridato vita, attraverso una nuova interpretazione. Questo evento finale previsto per il 27 settembre sarà l’occasione di una festa collettiva, un momento di incontro che conclude e suggella un’esperienza condivisa.