Landini, esecutivo deve cambiare politiche del lavoro

Politica & Diritti

Alla Cgil interessa principalmente “che ci sia un governo che cambi le politiche di questi anni, e non mi riferisco solo al governo Conte ma anche ai precedenti”. Lo dice il Segretario della Confederazione Generale del Lavoro, in un’intervista al Corriere Della Sera. “Ora in Europa c’e’ l’occasione di cambiare le politiche di austerita’” sottolinea.
Di fronte alle offerte della Lega per ricreare l’alleanza con il M5s, Landini si chiede “dopo 4 mesi di litigi feroci, dopo una crisi in pieno agosto che mette a rischio i conti pubblici e blocca molte misure attese da lavoratori sull’orlo del licenziamento – che serieta’ potrebbe avere un simile governo, nato solo per difendere potere e poltrone”. Quello che serve, per il segretario della Cgil “e’ un governo in grado di combattere le diseguaglianze, l’ impoverimento economico e sociale con un nuovo modello di sviluppo, che riformi la P.a. rilanciando i diritti fondamentali del lavoro e nel lavoro”, che punti su economia della conoscenza, salute, rispetto dell’ambiente e su un rapporto vero con le parti sociali. Cgil, Cisl e Uil “sono per una riforma complessiva che assicuri una pensione di garanzia per i giovani, tuteli le donne, garantisca una flessibilita’ in uscita per chi ha 62 anni di eta’ o 41 di contributi, separi la previdenza dall’assistenza e riconosca che non tutti i lavori sono uguali e che quindi ci sono diverse aspettative di vita”. Per il lavoro “la Cgil ha depositato in Parlamento una proposta per la Carta dei diritti universali: un nuovo statuto dove tutti i lavoratori devono avere diritti, indipendentemente dalla forma del rapporto di lavoro”. E fra le urgenze elenca anche “rinnovare i contratti per milioni di lavoratori”, aumentare i salari, le pensioni e una riforma fiscale. Per la guida del prossimo governo “non e’ compito del sindacato discutere di nomi” dice, riconoscendo pero’ a Conte “coraggio politico e un profilo istituzionale importante” quando “ha messo il Paese nella condizione di sapere con trasparenza le ragioni della crisi e i problemi da affrontare” Inoltre, e’ stato il premier “che ha riaperto i tavoli con le parti sociali.