L’epidemia che spaventa la Spagna è partita da un polpettone

Benessere & Medicina

A oggi si contano 150 casi confermati solo nella regione andalusa, oltre 500 quelli sospetti (tra questi 23 donne in gravidanza) e un solo decesso, una signora di 90 anni

Sarebbe partita da un polpettone l’epidemia di listeriosi a causa della quale la Spagna ha dichiarato ufficialmente l’emergenza mondiale. Il Ministero della Salute spagnolo si è tenuto da subito in contatto diretto e costante con le autorità europee e l’Organizzazione mondiale della Sanità, in modo tale da mettere in allerta anche tutti gli altri paesi su eventuali casi di listeriosi.

Finora comunque l’epidemia sembra essere circoscritta alla sola Spagna, in particolare in Andalusia, nello specifico a Siviglia, dove ha sede la Magrudis SL, la fabbrica proprietaria del marchio Mechà, colpevole di aver messo in commercio il polpettone incriminato. Un allarme che, come scrive El Pais, risulta essere solo una misura precauzionale in attesa di capire se non ci sono casi di turisti infetti che rischiano di diffondere il virus anche fuori dai confini spagnoli.

La carne contaminata comunque è stata venduta solo in Spagna. A dichiararlo Anca Paduraru, portavoce della Commissione Europea istituita ad hoc, che aggiunge: “Le misure che erano necessarie sono state prese, cioè la sospensione della produzione del prodotto e ritiro dei lotti contaminati dal mercato”. Ad oggi si contano 150 casi confermati solo nella regione andalusa, oltre 500 quelli sospetti (tra questi 23 donne in gravidanza) e un solo decesso, una signora di 90 anni.

Se la situazione sanitaria è tenuta strettamente sotto controllo c’è già chi si sta occupando di analizzare i tempi della burocrazia. Pare infatti che, come scrive El Mundo, un documento interno al Ministero della Salute, inviato alle otto delegazioni territoriali, metta seriamente in discussione il rispetto dei protocolli; la situazione, insomma, sarebbe stata presa sotto gamba e i tempi di intervento sarebbero stati più lunghi del dovuto.

Il primo focolaio tossico sospetto, che ha fatto impennare i dati rispetto la casistica in riferimento al batterio, così come confermato anche dal capo della sanità pubblica Jesús Peinado, sarebbe stato registrato il 5 agosto, tra il 12 e il 14 l’esplosione di nuovi focolai e la conferma che si trattasse di un’epidemia di listeriosi, il 15 l’allarme e i sigilli alla Mechà.

Un ritardo, secondo un altro documento sempre in mano ai giornalisti di El Mundo, dovuto anche ad un errore nell’etichettatura dei campioni di carne inviati al laboratorio per le analisi. Seri problemi con la tempistica dunque, ammessi apertamente anche dall’ex vicepresidente del Consiglio Generale dei Medici di Spagna Jesús Aguirre, che parla di “due o tre giorni di ritardo”. Il Ministro della Sanità María Luisa Carcedo poche ore fa ha espresso ottimismo dichiarando che in questo momento la preoccupazione è capire in quale fase della produzione del polpettone Mechà si è verificata la contaminazione.

Cos’è la listeriosi

L’infezione da listeria, anche detta listeriosi, si legge su Humanitas, è una tossinfezione alimentare che prende il nome dal batterio che ne è la causa, il Listeria monocytogenes. Questo batterio si trova comunemente nel terreno e nell’acqua e può quindi facilmente contaminare ortaggi e verdure. Molti animali possono venire infettati dal batterio senza dimostrare sintomi apparenti.

L’infezione da listeria si può rilevare anche in un’ampia varietà di cibi crudi, come carni non ben cotte e verdure crude, prodotti lattiero-caseari preparati con latte non pastorizzato. Come la maggior parte dei batteri, viene eliminata dai processi di pastorizzazione e cottura. L’infezione può manifestarsi sotto due forme:

  1. la forma tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione, che provoca diarrea;
  2. la forma invasiva, detta anche “sistemica”, che dall’intestino passa nel sangue e si diffonde nell’organismo, arrivando al sistema nervoso, dando vita a encefaliti e meningiti e forme acute di sepsi. In questo secondo caso tra l’ingestione del cibo contaminato e la manifestazione dei sintomi può passareun mese (ma in alcuni casi si può arrivare anche a tre mesi).

I soggetti più a rischio sono le persone con compromissione del sistema immunitario: malati di cancro, di diabete, di Aids, le persone anziane e i neonati. Particolarmente a rischio risultano le donne in gravidanza: l’infezione da Listeria può causare aborto spontaneo, parto prematuro, morte in utero o infezione del feto.