WSJ – Un “pass Matteo” per l’Italia

Cronaca

Sul Wall Street Journal un’analisi pacata e lucida della situazione italiana giunge alla conclusione che la soluzione preferibile sia consentire agli elettori di esprimersi su Matteo Salvini, il vincitore più probabile di nuove elezioni. Un’Italia scontenta e priva delle riforme di cui ha bisogno rappresenta una minaccia peggiore per la stabilità europea di un possibile governo Salvini.  Il governo di coalizione italiano è caduto martedì, e va bene così. La difficoltosa intesa tra la Lega, di destra, e il Movimento Cinque Stelle, orientato a sinistra, ha funzionato a fatica per la maggior parte dei suoi 14 mesi al potere e se nuove elezioni aprono la strada a qualcuno che si possa proporre per tenere la barra più saldamente – e autonomamente – , è molto meglio. In caso di elezioni, il vincitore più probabile sarebbe il leader della Lega, Matteo Salvini. Il sostegno alla Lega è salito a quasi il 40% secondo la maggior parte dei sondaggi d’opinione, dal 18% che il partito ha ottenuto alle elezioni dell’anno scorso. Ciò è in parte dovuto alla linea dura del partito sull’immigrazione, una questione sulla quale Salvini ha assunto un ruolo guida come ministro dell’Interno nell’attuale governo. Ma anche il suo orientamento in campo economico ha avuto un ruolo nella sua ascesa politica. La Lega si è guadagnata la reputazione di partito pro-business e Salvini propone un taglio delle aliquote fiscali sulle società come elemento centrale del suo piano per rilanciare l’economia italiana. Questa mossa fiscale è alla radice delle recenti lotte di Roma contro l’Unione Europea. I ragionieri di Bruxelles si aggrappano a previsioni economiche largamente inventate per opporsi alla volontà di Salvini di sperimentare la riforma fiscale. I partner della coalizione di Salvini hanno peggiorato le cose con le grandiose promesse dei Cinque Stelle di espandere la spesa sociale, una sconsideratezza che l’UE dovrebbe scoraggiare. Questi contrasti creano un’incertezza che non piace ai mercati. I timori di una uscita dell’Italia  dall’eurozona o dalla UE sembrano esagerati, finché gli Italiani appoggiano l’appartenenza all’eurozona e si fidano dell’UE più di quanto si fidino del loro governo nazionale, secondo un recente sondaggio Eurobarometro. La principale minaccia per la stabilità politica e per l’UE ora è che Bruxelles faccia cambiare idea agli italiani, contrastando gli sforzi di riforma di Salvini. Salvini ha di fronte a sé una strada abbastanza dura per diventare presidente del Consiglio. Le dimissioni, martedì, del presidente del Consiglio di facciata Giuseppe Conte aprono un periodo di lotte, con i Cinque Stelle che cercano di salvarsi alleandosi con qualche altro partito. Ma se il tentativo fallisce, gli elettori avranno un’altra possibilità di scommettere su Salvini. È una scommessa che Bruxelles dovrebbe consentire loro di fare, a prescindere da quanto prescrivono le regole dell’UE. Un’Italia non riformata e scontenta non rappresenta in misura minore una minaccia per la stabilità politica ed economica europea rispetto a un’Italia che Salvini sta cercando di rilanciare con un taglio di tasse e alcune riforme politiche. Chiamiamolo un “Matteo pass”, una mossa a lungo termine per vincere la partita. I mandarini di Bruxelles devono lasciare agli italiani lo spazio necessario per verificare se sia questo quello che sceglieranno gli elettori. Sul Wall Street Journal un’analisi pacata e lucida della situazione italiana giunge alla conclusione che la soluzione preferibile sia consentire agli elettori di esprimersi su Matteo Salvini, il vincitore più probabile di nuove elezioni. Un’Italia scontenta e priva delle riforme di cui ha bisogno rappresenta una minaccia peggiore per la stabilità europea di un possibile governo Salvini.  Il governo di coalizione italiano è caduto martedì, e va bene così. La difficoltosa intesa tra la Lega, di destra, e il Movimento Cinque Stelle, orientato a sinistra, ha funzionato a fatica per la maggior parte dei suoi 14 mesi al potere e se nuove elezioni aprono la strada a qualcuno che si possa proporre per tenere la barra più saldamente – e autonomamente – , è molto meglio. In caso di elezioni, il vincitore più probabile sarebbe il leader della Lega, Matteo Salvini. Il sostegno alla Lega è salito a quasi il 40% secondo la maggior parte dei sondaggi d’opinione, dal 18% che il partito ha ottenuto alle elezioni dell’anno scorso. Ciò è in parte dovuto alla linea dura del partito sull’immigrazione, una questione sulla quale Salvini ha assunto un ruolo guida come ministro dell’Interno nell’attuale governo. Ma anche il suo orientamento in campo economico ha avuto un ruolo nella sua ascesa politica. La Lega si è guadagnata la reputazione di partito pro-business e Salvini propone un taglio delle aliquote fiscali sulle società come elemento centrale del suo piano per rilanciare l’economia italiana. Questa mossa fiscale è alla radice delle recenti lotte di Roma contro l’Unione Europea. I ragionieri di Bruxelles si aggrappano a previsioni economiche largamente inventate per opporsi alla volontà di Salvini di sperimentare la riforma fiscale. I partner della coalizione di Salvini hanno peggiorato le cose con le grandiose promesse dei Cinque Stelle di espandere la spesa sociale, una sconsideratezza che l’UE dovrebbe scoraggiare. Questi contrasti creano un’incertezza che non piace ai mercati. I timori di una uscita dell’Italia  dall’eurozona o dalla UE sembrano esagerati, finché gli Italiani appoggiano l’appartenenza all’eurozona e si fidano dell’UE più di quanto si fidino del loro governo nazionale, secondo un recente sondaggio Eurobarometro. La principale minaccia per la stabilità politica e per l’UE ora è che Bruxelles faccia cambiare idea agli italiani, contrastando gli sforzi di riforma di Salvini. Salvini ha di fronte a sé una strada abbastanza dura per diventare presidente del Consiglio. Le dimissioni, martedì, del presidente del Consiglio di facciata Giuseppe Conte aprono un periodo di lotte, con i Cinque Stelle che cercano di salvarsi alleandosi con qualche altro partito. Ma se il tentativo fallisce, gli elettori avranno un’altra possibilità di scommettere su Salvini. È una scommessa che Bruxelles dovrebbe consentire loro di fare, a prescindere da quanto prescrivono le regole dell’UE. Un’Italia non riformata e scontenta non rappresenta in misura minore una minaccia per la stabilità politica ed economica europea rispetto a un’Italia che Salvini sta cercando di rilanciare con un taglio di tasse e alcune riforme politiche. Chiamiamolo un “Matteo pass”, una mossa a lungo termine per vincere la partita. I mandarini di Bruxelles devono lasciare agli italiani lo spazio necessario per verificare se sia questo quello che sceglieranno gli elettori.