Ma Conte è un uomo d’onore, avrebbe detto Marco Antonio

Politica & Diritti

Vedete, la storia non conosce parentesi. Ma è continuità. Cosa c’entra questo? Pensate! Allora l’unico, dico l’unico, ad aver capito tutto era stato Leonardo Sciascia insieme a Craxi.  Grande intelligenze. Lo Stato italiano con la complicità del Vaticano, regnante Paolo VI che non volle4 salvare il suo amico Aldo, dico non volle, ora santificato da Bergoglio, hanno celebrato un funerale di Stato ad un cadavere che non c’era in chiesa, contro l’intera famiglia Moro che ha celebrato il vero funerale intimissimo con Moro morto. Cosa c’entra tutto questo? Pensate! La storia non ha parentesi ma si corre il rischio che la politica si possa ripetere. Il discorso di Conte è stata una pugnalata alla Bruto e alla Cassio. Ma Conte è un uomo d’onore. Guai a parlar male. Qui la questione vera è il tradimento. Ovvero il rinnegamento. Pietro rinnega e viene promosso a capo della Chiesa. Giuda offre un bacio e viene costretto ad impiccarsi. Anche questo è un altro discorso. Vige la teologia del tradimento e della promozione. Conte avrà pensato alle grandi epoche storiche. Ma non è così. Un neofita in 14 mesi non diventa statista. Potrà anche fare il suo nuovo governo. Ma resterà nella cronaca di un giorno che passa. E in questo giorno che passa e che non rientrerà nella storia quando qualcuno curerà la citazione delle 5 Stelle rispolvererá un bel romanzo di Leonardo Sciascia, che sapeva riconoscere gli uomini classificandosi in categorie. “Il giorno della civetta”: “Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi”. Tutti sapranno dove Sciascia lo avrebbe collocato. Ma il problema non è ancora questo.  Quale sarebbe allora? Quello di Cicerone. Metafore! Dietro il pugnale dell’uomo d’onore, che sarebbe Bruto, la congiura era stata ordita dall’amico di Cesare, ovvero Cicerone al quale Cesare aveva concesso tutto. Guardiamoci intorno. Oggi non è pensabile un Cicerone. Ma altri di corta intelligenza sì, e cortigiani sempre e mai liberi, perché chi è libero ha idee e chi ha idee resta sempre libero. Un Bruto sì. Si trova sempre. Ma Bruto che tradisce e pugnala è un uomo d’onore, signori! Come già affermavo: Siamo alla conoscenza del peggio. Ma non abbiamo ancora raggiunto la coscienza del peggio. Attenzione. I Greci farebbero dire ai Latini Romani che nella Coscienza del Peggio si può nascondere l’ira degli Dei, nonostante la sapienza provvidenziale di un Seneca avvelenato dal suo Imperatore, dopo averlo civilizzato.