“Il collezionista di santini”:  un giallo politico dai rivolti molto attuali

Cultura & Società

E’ piacevole la lettura dell’ultima fatica letteraria di Pino Pisicchio, giornalista e certamente più noto come politico e parlamentare barese.

In questo  giallo politico “ Il collezionista di santini” si ritrovano i mondi di Pisicchio: i corridoi di Montecitorio, come il Transatlantico, le logiche di una politica troppo spesso complicata e lontana dalla capacità di comprensione del cittadino, si incrociano con una storia noir la cui trama è in grado di appassionare ed intrigare il lettore.

Il testo è impreziosito da citazioni e riferimenti colti, frutto  della consolidata passione dell’autore per le buone letture.

I caratteri dei  personaggi politici sono delineati con puntualità, come pure i loro percorsi logici a volte contorti o animati da  passioni non sempre esemplari per non dire biasimevoli.

Non manca  un risvolto di sapore autobiografico, né poteva essere diversamente  vista la trentennale esperienza maturata e la frequentazione dei Palazzi romani che contano da parte di Pisicchio.

La costruzione  della trama  presenta elementi di un intrigo con scenari da cronaca nera che  si intersecano con la rappresentazione di alcuni temi di grande attualità.

La fragile democrazia del nostro Paese, la ricerca di fonti di finanziamento ai partiti connessa con i rischi di corruttela, la selezione della classe dirigente e l’irruzione nella vita parlamentare di una nuova generazione di eletti, sono argomenti che Pisicchio affronta con competenza non disgiunta da una motivata preoccupazione.

La “leggerezza” del romanzo non trarrà in inganno il lettore che, tra le righe,  ritroverà la consapevolezza dell’autore circa la “rischiosità” dell’attuale situazione politica.

Non a caso Pisicchio ha da sempre sostenuto la validità delle scuole di formazione politica-amministrativa perché chi frequenta i luoghi delle decisioni non può essere impreparato o peggio un improvvisatore.

La storia ripercorre fatti  accaduti durante il 2014  mentre l’epilogo porta la data del 23 marzo 2018: tra le righe si trova una previsione – per non dire una profezia – che anticipa la cronaca di questi giorni!

Ecco un breve scambio di battute tra due protagonisti della storia: “ Intanto la stanza dei bottoni, poi possiamo pure andare a votare.”

“ Ma abbiamo votato diciannove giorni fa e vuoi già andare a rivotare….non ti senti bene”.

“Non io. Sarà la forza delle cose. E quanto potrebbe durare il sodalizio gialloverde?”

“Non è l’unica possibilità”.

“Credimi: è l’unica, invece. E non durerà lo stesso”.

Sembra che l’autore  possieda una magica sfera di cristallo o, viceversa,  che ad ispirarlo sia  la sua lunga esperienza politica !

Ogni lettore farà le sue considerazioni.

Nunzia Bernardini