Quel paesino carino intravisto sulla strada delle vacanze non lo sai ma sta morendo

Ambiente & Turismo

morte piccoli borghi turismo
Wikipedia/Commons
Castelvecchio di Rocca Barbena (Savona)

Ma il traffico estivo è soltanto una breve parentesi. Come risulta evidente nel resto dell’anno, la maggior parte dei paesini italiani, in particolare il 72,9% su 5.500, è in contrazione demografica. E in cinque anni, dal 2012 al 2017, questi borghi sono stati lasciati da circa 300 mila abitanti, una popolazione pari, ad esempio, all’intera città di Catania. A dirlo è l’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, che con il suo atlante monitora lo stato demografico dei piccoli paesi sulla base dei dati Istat.

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Fascia

L’associazione, preoccupata per questa tendenza allo spopolamento, ha pubblicato di recente un manifesto per favorire il controesodo con alcune richieste allo stato tra cui l’aumento della semplificazione burocratica e un regime fiscale maggiormente vantaggioso, degli interventi che si andrebbero ad aggiungere ai 400 milioni già stanziati nella scorsa legge di bilancio. Anche se molti sindaci in modo autonomo da tempo sono in campo per incentivare il ritorno dei residenti nei modi più originali, come la vendita delle case chiuse e abbandonate al prezzo simbolico di un euro. Grazie a questi incentivi e ad altri fattori, quali ad esempio l’allargamento della banda larga, lo smartworking e l’aumento dei lavori digitali, tornare alle radici potrebbe non essere più così difficile.

Quanto si stanno spopolando i piccoli comuni

Nei comuni al di sotto dei 5000 abitanti vivono circa dieci milioni di italiani, il 17% dell’intera popolazione. Quelli con il numero maggiore di residenti sono i comuni della fascia media tra i 1000-3000 abitanti. Gli stessi, però, che hanno registrato negli ultimi cinque anni il calo demografico più evidente (-4%), seguiti dai centri tra i 3000-5000 abitanti (-2,4%) e infine dai più piccoli al di sotto dei 1000, sorprendentemente più stabili (-0,7%). La media generale del 3%, come si è già detto, corrisponde a 300 mila residenti in meno dovuti sia ai trasferimenti non bilanciati a sufficienza dai nuovi arrivi, che dal rapporto negativo tra le nascite e le morti.