Continua l’odissea per i 134 migranti dell’Open Arms

Politica & Diritti

Il premier Giuseppe Conte ha di nuovo inviato una lettera al Ministro dell’Interno Matteo Salvini per sollecitare lo sbarco dei migranti minori che sono da giorni a bordo dell’Open Arms. Da più di sedici giorni infatti la nave è bloccata ad un chilometro dalla costa dell’isola di Lampedusa dopo aver soccorso 134 migranti nel Mediterraneo. La Commissione europea fa però sapere che Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Romania e Lussemburgo sono disposti ad accogliere i migranti nonostante la mancanza di una richiesta ufficiale da parte di nessun paese coinvolto (Italia e Spagna). Nel frattempo i legali di dell’Ong spagnola Proactiva Open Arms hanno presentato un esposto alla procura di Agrigento ipotizzando che il divieto di ingresso nel porto dell’isola da parte della Guardia Costiera abbia violato le norme vigenti determinando i reati di sequestro di persona, privazione della libertà personale, violenza privata, abuso di atti d’ufficio, abuso di potere. Tuttavia, come “atto conseguenziale” agli esposti presentati sia dai legali di Open Arms che dai giuristi democratici, la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona e violenza privata.

Lo stesso Garante nazionale delle persone private della libertà è preoccupato per gli sviluppo della vicenda, inviando una nota in cui sostiene: “La mancata designazione di un luogo dove sbarcare, così concludendo l’operazione di soccorso avviata più di quindici giorni fa, dove ricevere cura e assistenza, dove essere identificati e dove poter avere accesso in concreto agli strumenti di tutela previsti dal diritto internazionale, non ha soltanto effetti gravi nei confronti delle persone, ma espone anche il Paese al rischio di censure sul piano internazionale per il non adempimento di obblighi sottoscritti e ratificati in trattati e convenzioni di cui l`Italia è parte“.

La Procura di Agrigento ha disposto un’ispezione medica a bordo della nave per l’accertamento delle condizioni igienico-sanitarie dei migranti in seguito alla polemica sollevata da Francesco Cascio, il medico responsabile del poliambulatorio di Lampedusa, che aveva sostenuto che i tredici migranti fatti sbarcar per motivi sanitari, in realtà, erano in buone condizioni. Lo stesso Matteo Salvini aveva rincarato la dose commentando: ”Fanno [le ONG] solo battaglia politica, sulla pelle degli immigrati e contro il nostro Paese. Ma io non mollo”. Tuttavia i medici del Cisom e di Emergency avevano accertato la presenza di 20 casi di scabbia confermando invece la presenza di condizioni igienico-sanitarie pessime.

Una polemica che si gioca (ancora una volta) a suon di battaglie legali e di lungaggini burocratiche sulla pelle di 134 persone bloccate in mare.

Di Sara Carullo