Libia, il generale Haftar elude la tregua

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Le forze del generale Khalifa Haftar, governatore della Cirenaica, hanno bombardato l’aeroporto di Mitiga a Tripoli e un quartiere residenziale della capitale. Tre i civili feriti dai bombardamenti

 

Written by: Monica Montanaro

In Libia è stato violato l’accordo di tregua richiesto dall’Onu da parte delle forze militari al comando del generale Khalifa Haftar. Quest’ultimo, poco tempo dopo aver accondisceso ad un periodo di tregua nel territorio libico, ha deciso di disattenderla riprendendo subitaneamente le azioni di guerra. I bombardamenti ripresi a sorpresa dall’esercito della Cirenaica hanno colpito anche le abitazioni civili del quartiere residenziale nell’area di Souq Al Jum’aa, nell’hinterland di Tripoli. Inoltre, i razzi lanciati dagli uomini del generale Haftar hanno preso a bersaglio l’aeroporto di Mitiga, l’unico funzionante nella capitale, causando l’interruzione dei voli “fino a nuovo ordine” – come annunciato dall’autorità aeroportuale -.  La notizia della ripresa della belligeranza è stata divulgata dalla tv libica, la quale ha riferito che il nuovo lancio di bombe ha colpito le aree dei civili, ferendo tre persone tra di esse.

Il portavoce del Governo di accordo nazionale, Mustafa al-Meji, ha dichiarato: “Le milizie di Haftar hanno violato la tregua due volte”, in riferimento all’azione scorretta dell’offensiva di Haftar, il quale ha ricominciato a bombardare, proseguendo una guerra contro la capitale Tripoli pur di soddisfare la sua ambizione di conquista della città. “Abbiamo registrato le coordinate dei razzi, provenienti dalla zone controllate da Haftar, – ha aggiunto il portavoce – e le abbiamo passate alle nazioni Unite”. 

Ieri sia il governo di unità nazionale di Fayz al Serraj a Tripoli che le forze dell’uomo forte della Cirenaica avevano accolto l’invito della missione Onu in Libia, Unsmil, a un cessate il fuoco in occasione della festa del Sacrificio (Eid al Adha) che inizia oggi. La tregua, scattata nella giornata di ieri, doveva estendersi fino alle ore 15 di domani. Pertanto, sia il generale della Cirenaica che il Governo di Tripoli avevano concordato di sospendere le operazioni militari, ma l’esplosione di un’autobomba a Bengasi, roccaforte di Haftar, proprio all’esordio delle ore di tregua, in cui sono rimasti uccisi tre dipendenti dell’Onu, l’organismo propugnatore della stessa tregua, ha fatto saltare l’accordo di pace temporaneo. 

E’ preoccupante il quadro della situazione in Libia, poiché all’orizzonte si profila un’evoluzione peggiorativa della belligeranza in corso, a discapito delle popolazione, vittime inermi ed innocenti di tale guerra. Jalel Harchaoui, analista dell’Istituto Clingendael, ha esposto la sua teoria previsionale in merito al contesto libico: “Gli attacchi aerei si intensificheranno, e in aree sempre più popolate, poiché la reazione internazionale è pressoché inesistente”. Analogamente sembra inadempiuto l’ordine di embargo alle armi dichiarato dall’Onu nel 2011, poiché in Libia continuano costantemente a penetrare sul suo suolo, in modo clandestino, carichi di armi e munizioni provenienti dagli Stati amici sia del governo di accordo nazionale di Tripoli, presieduto dal premier Fayez al Serraj che del generale della Cirenaica, Khalifa Haftar.