Donazioni solidali al Bari Pride

Cronaca

A quasi un mese dalla grandissima manifestazione del Bari Pride dello scorso 29 giugno, ci teniamo a ribadire un forte ringraziamento a chiunque abbia partecipato e contribuito attraverso il crowdfunding, l’acquisto di gadget ai nostri banchetti, le donazioni liberali e ai locali e piccole aziende che ci hanno fatto da sponsor nel rispetto dei parametri di politica interna concordati.

Il percorso barese del Pride nasce dall’esigenza non solo di mettere in luce i diritti ancora non acquisiti delle persone LGBTQI e per collettivizzare le battaglie che ogni giorno della nostra vita affrontiamo per poter affermare la nostra identità e la nostra esistenza, ma soprattutto dall’individuazione del ruolo fondamentale che hanno la solidarietà e l’intersezionalità delle lotte. Sappiamo ormai riconoscere che la violenza del mondo che spesso ci costringe ai margini della società, discriminati per il nostro orientamento o per chi siamo e come ci mostriamo, è la stessa violenza che subiamo in altri ambiti delle nostre vite, assieme a chi come molti di noi vive di precarietà lavorativa ed esistenziale, chi è sfruttato sul lavoro, chi subisce il ricatto economico, chi non ha strumenti o possibilità di liberarsi dalla propria condizione, di potersi autodeterminare, chi viene lasciato affogare in mare mentre scappa da una guerra, chi subisce violenza domestica e non ha alcuno strumento per non esserne vittima, chi viene emarginato o penalizzato per il suo ateismo ovvero per la cultura o la fede originarie.

Ogni giorno in Italia viene fomentata una battaglia orizzontale, tra coloro i cui diritti che siano civili o sociali sono costantemente calpestati, che sono intercettati solo in virtù di propaganda: chi promuove questa guerra tra poveri vuole farci credere che la nostra insicurezza sul futuro e sulla nostra condizione dipende da chi ha meno di noi, o da chi come noi subisce un qualsiasi tipo di ingiustizia sociale. Noi non ci stiamo, non cadiamo in questa trappola. Dobbiamo essere i primi a rifiutare un discorso di priorità sui diritti, perché è delle nostre vite e delle nostre esistenze che si parla. I diritti sociali (welfare, lavoro, salute) e i diritti civili (come nel nostro caso il matrimonio egualitario, le adozioni etc) non sono in contrapposizione tra loro e non sono più o meno importanti gli uni degli altri, perciò con forza rifiutiamo chi ci impone questa visione.

Gli insegnamenti dei moti di Stonewall di 50 anni fa sono proprio questi, tornare alla radice delle discriminazioni, qualunque esse siano, e rendersi conto che queste sono comuni, e che la società che vogliamo è una società che rifiuta non solo l’etero-patriarcato in sé, ma come risultato dello sfruttamento e della sopraffazione dell’uomo sull’uomo, come prodotto e strumento al tempo stesso di un sistema sociale, economico e culturale che si basa sulle disuguaglianze sociali.

La solidarietà è l’essenza stessa del Bari Pride, che nasce come polo ampio di tantissime realtà LGBTQI e non e che già nella sua nascita ha voluto ampliare quanto più possibile i suoi orizzonti.

Le realtà che compongono il comitato, ovvero  Agedo Bari, Arcigay Bari, Bari international gender film festival, Bread & roses, Cama Lila, Centro Antiviolenza Safiya, Famiglie Arcobaleno, La Giusta Causa, Mixed LGBTI , Niche, Rete Genitori, Rainbow, Rompiamo il silenzio , Solidaria , Uaar Bari, Zona franka (LINK e Unione degli Studenti) hanno deciso collettivamente – per restare fedeli allo spirito e alla politica che ne ha caratterizzato il percorso – di procedere con la donazione di quasi 4mila euro, ovvero ciò che è stato raccolto per la costruzione del Bari Pride, soldi che non sono stati utilizzati perché ben oltre il necessario.

Abbiamo perciò deciso di donare a 4 progetti di natura solidale, portati avanti dalle seguenti realtà:

– Centro Antiviolenza Safiya: centro a Polignano che si occupa della violenza nei confronti delle donne, ha deciso di aprire la proprie porte alle lesbiche vittime di violenza, terribile fenomeno sottostimato. Il contributo sarà utilizzato per contribuire all’organizzazione di un’alta formazione specialistica e gratuita per operatrici C.A.V. del sud Italia con Lepa Mladjienovic, attivista femminista lesbica, del movimento “Donne in nero” di Belgrado.

– SPORTELLO FUORI MERCATO/Info point Senza frontiere di Villa Roth (Bari): sportello di orientamento e supporto su diritti degli stranieri e diritti sul lavoro, aperto al pubblico due volte al mese, legato ad un team legale e a Gruppo Lavoro Rifugiati Bari. Il progetto utilizzerà la nostra donazione per l’acquisto di un PC con stampante e per sostenere alcune spese a carattere generale per l’assistenza legale da parte del team.

– Controcorrente S.O.S.: progetto di cucina inclusiva nato a Bisceglie col bando PIN nel 2018, un gruppo misto di 8 ragazzi con difficoltà e normotipici che preparano street food e drink a bordo di un piccolo foodtruck, che gira la Puglia tra feste private, sagre, concerti e manifestazioni pubbliche di ogni ordine di grandezza, tornando poi alla loro base nel verde in quel di Bisceglie. Il contributo sarà utilizzato per la sede temporanea a Bisceglie e reinvestito in attrezzature e forniture fondamentali.

– SEA WATCH: nasce alla fine del 2014 grazie all’iniziativa di alcuni volontari che hanno deciso di non stare più a guardare le migliaia di persone morire annegate nel mar Mediterraneo. Sea Watch cerca così di colmare un vuoto istituzionale creatosi con la fine del mandato Mare Nostrum, un’operazione che ha salvato più di 130.000 vite ma che, non essendo stata presa in carico dalla UE, si è conclusa. Contemporaneamente al lavoro di salvataggio, chiede che vengano ufficializzate operazioni di salvataggio internazionali, con un mandato chiaro e a lungo termine, nonché l’istituzione di vie legali e sicure che consentano di raggiungere l’Europa a tutti coloro che cercano rifugio e protezione.

Sea-Watch un’organizzazione in crescita costante, composta principalmente da volontari provenienti da tutta Europa. È politicamente e religiosamente indipendente e si finanzia unicamente attraverso le donazioni. Sea-Watch è stata finora coinvolta nel salvataggio di oltre 35.000 persone.