Pozzallo, Pontida e il ” Patto del tonno”

Politica & Diritti

Emaunuele Macaluso

I sondaggi che ieri ha pubblicato il Corriere della Sera confermano quel che vediamo negli svolgimenti della politica italiana: la Lega di Salvini cresce ancora a spese di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e di Cinque Stelle. Il Pd e le altre piccole formazioni di centrosinistra non vanno né avanti né indietro. Si è tanto chiacchierato su una componente di sinistra nel Movimento 5 Stelle ma la fuga degli elettori è solo verso Salvini. A chi resta con Grillo, Casaleggio e Di Maio va bene l’alleanza di governo con Salvini. Le astensioni sono sempre alte.

Questo quadro è confermato da alcune notizie che vengono dalla Sicilia. Qualche settimana fa, Salvini è andato a Pozzallo, centro di sbarco di immigrati, ed è stata l’occasione di un incontro con l’attuale presidente della Regione, Nello Musumeci, il quale ha vinto lo scorso novembre le elezioni con una coalizione di centrodestra. Il Musumeci viene dal Msi, ha acquisito una fama di “fascista onesto” soprattutto a Catania, la sua città, dove è stato anche presidente della Provincia. Poi è approdato presso i Fratelli della Meloni.

A Pozzallo, Salvini e Musumeci hanno stipulato il “patto del tonno” che prefigura un’alleanza in vista delle elezioni europee nel maggio del prossimo anno. Un patto confermato da una notizia fresca: Musumeci è andato a Pontida (luogo in cui tutti i leghisti hanno sempre vomitato le ingiurie più ignobili contro il Sud e la Sicilia) per saldare il “patto del tonno”, appositamente invitato da Salvini. Le sedi di avvenimenti politici sono anche un simbolo e in questo caso certifica un miserabile trasformismo che pagherà soprattutto il Mezzogiorno e anche la Sicilia.

Da sinistra non c’è alcun segnale di una iniziativa volta a riprendere un movimento meridionalista che colga i processi economici e sociali nuovi che si verificano nel sud. Non c’è uno straccio di analisi che indichi quali sono i temi che nel 2018 dovrebbero emergere per una battaglia sociale e politica. Il Di Maio continua ad agitare il reddito di cittadinanza (solo per gli italiani!) come rimedio a tutto, specie per i giovani. La destra è al governo e punta sempre sulla protesta: il nemico è l’immigrato e chi cerca di aiutarlo come può. Questa è purtroppo l’Italia di oggi e il Sud economicamente sempre più lontano dal Nord (il divario cresce anziché ridursi) ma la politica anche nel Mezzogiorno è in mano ai nordisti della Lega e al trasformismo locale. Più penso al Sud e alla Sicilia più cresce il mio pessimismo.