Federterme e Regioni firmano accordo per prestazioni termali 2019-21

Politica & Diritti

Il momento della firma il 1° agosto

Il documento si perfezionerà a settembre attraverso un’intesa in Conferenza Stato-Regioni

Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, il Coordinatore Vicario della Commissione Salute, Sergio Venturi e il Presidente di Federterme/Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci hanno firmato (nella sede della Conferenza delle Regioni, in via Parigi 11 a Roma), il 1° agosto il rinnovo dell’Accordo nazionale per l’erogazione delle prestazioni termali, per il triennio 2019-2021. Tale documento si perfezionerà a settembre attraverso un’intesa in Conferenza Stato-Regioni.

Per il Presidente di Federterme Costanzo Jannotti “L’Accordo triennale firmato è motivo di soddisfazione per tutte le imprese del sistema termale e per le aziende , alberghiere e dell’indotto, che operano nei territori termali italiani perché consente di assicurare regolare continuità della erogazione attraverso il servizio sanitario nazionale delle prestazioni termali e al tempo stesso di porre le basi per l’implementazione del ventaglio dei servizi offerti alla clientela e  per l’innalzamento della qualità delle prestazioni e servizi termali, grazie anche all’impegno costante sul versante della ricerca, per affrontare le sfide della concorrenza principalmente dall’est Europa.”

L’Accordo ha consolidato i percorsi di semplificazione utili per gestire la quotidianità dei rapporti tra le imprese termali, le Amministrazioni di riferimento e la clientela ed ha, inoltre,  previsto  alcuni incontri di approfondimento su temi specifici quali l’estensione della cosiddetta “ricetta dematerializzata” alla prescrizione delle cure termali, la definizione di regole condivise in materia di trasparenza e semplificazione, l’individuazione del titolo professionale di “operatore termale” in attuazione del disposto dell’art.9 della Legge 323/2000 e iniziative possibili per rendere attuali le potenzialità di sviluppo del termalismo sia in termini di prevenzione, cura e riabilitazione, che in termini di idoneità a realizzare nuovi modelli di assistenza suscettibili di perseguire finalità di contenimento delle spesa sanitaria.