I comuni dove nascono solo figli di immigrati: è genocidio

Diritti & Lavoro

La Lega non sta facendo niente per evitare che Veneto, Friuli e Lombardia diventino una sorta di Califfato multietnico. Altro che ‘autonomia’.

La sostituzione etnica avanza con i ricongiungimenti familiari e l’attuale legge sulla cittadinanza, ‘grazie’ a quegli immigrati regolari che tanto piacciono a Zaia e alla vecchia Lega.Presto, se Salvini non darà una svolta, abrogando la legge sui ricongiungimenti familiari, il Veneto sarà con la Lombardia la prima regione a maggioranza straniera. Seguiranno Friuli ed Emilia Romagna. Ma tranquilli, statisticamente non sarà rilevato, perché saranno tutti ‘italiani’.

E c’è un comune, in Friuli, dove questo è già realtà. Tra i nuovi nati. Accade a Pasiano, dove è straniera più della metà dei nati. Una tendenza che si registra in molti comuni della provincia, per la gioia della sinistra.

A Pasiano di Pordenone oltre la metà dei bambini nati nel 2018 è straniera. È uno dei dati che salta all’occhio nell’analisi della Cisl Fvg su natalità e lavoro. Monfalcone è il caso più eclatante con 144 bambini stranieri su 255 nati, ma in provincia di Pordenone ci sono 17 comuni dove il rapporto tra nati totali e da residenti stranieri è uguale o superiore al 20 per cento.

A Pasiano su 57 bambini nati in totale, 29 sono stranieri. Seguono Prata con 18 su 64, San Vito al Tagliamento con 24 su 112, Spilimbergo con 25 su 91 e Pravisdomini con 14 su 37. Ci sono casi, come Andreis e Pulfero, in provincia di Udine, dove tutti o più della metà dei pochissimi nati sono figli di stranieri residenti.

Sono nomi di comuni che parlano della Grande Guerra: i nostri nonni sono morti sul Piave perché ora regalassimo quelle terre agli immigrati?

Dati che si accordano a quelli del mercato del lavoro. Prendendo, infatti, ad esame le assunzioni in base alla provenienza delle famiglie nel territorio dell’Uti delle Dolomiti Friulane, territorio ad alta concentrazione manifatturiera grazie al maniaghese, si nota un aumento di assunzioni di cittadini europei non italiani (più 2,8 per cento) ed extra Cee (più 1,9 per cento), a fronte di un calo di quasi 4 punti percentuali di italiani. Assunzioni che nel caso di lavoratori comunitari sfiorano il 16 per cento.

«È chiaro – afferma Alberto Monticco segretario generale Cisl Fvg – che la questione della natalità ci interessa da molto vicino, perché l’andamento e le dinamiche della popolazione vanno di pari passo con quelle del mercato del lavoro. Uno scenario aggravato dall’attuale quadro di crisi che si sta profilando in Friuli Venezia Giulia e che non ci lascia tranquilli».

Secondolo studio del sindacato solo nel manifatturiero risultano in piena crisi 29 aziende, il 43, 2 per cento di quelle rilevate come in difficoltà: «Parliamo di quasi 3 mila 200 lavoratori sottoposti a licenziamento o a qualche ammortizzatore sociale.

Questo è un genocidio su larga scala e con altri mezzi. Peggiore dei genocidi del secolo scorso, quando sterminavano le popolazioni. Perché se allo sterminio sopravvive anche un piccolo gruppo, da lì può rinascere un popolo: il meticciamento uccide un popolo per sempre. Senza possibilità di recupero.