Al via nel Salento ‘Ghost Bless You’

Cultura & Società

Per concessione Associazione Capo D’Arte

di Roberta Lanzara
L’arte contemporanea torna a Gagliano del Capo con la decima edizione di Capo D’Arte, manifestazione estiva nel Salento promossa dalla omonima associazione no-profit. Domani alle 19 l’inaugurazione a Palazzo Daniele della mostra “Ghost bless you”, dei designer francesi Gaëlle Gabillet (1976) e Stéphane Villard (1973), organizzata con la partecipazione dell’Accademia di Francia – Villa Medici, nell’ambito delle residenze 2018-19 dell’Accademia, con cui Capo d’Arte è associata dal 2016.

“Siamo arrivati al traguardo dei dieci anni con impegno e determinazione, capitalizzando esperienze maturate sul campo, cercando partenariati e avviando le residenze con gli artisti dell’Accademia di Francia, Villa Medici ormai da 4 anni”, racconta all’Adnkronos Francesca Bonomo, che con Francesco Petrucci dirige l’Associazione Capo D’Arte promotrice della manifestazione estiva di cui anche “il territorio – rimarca la Bonomo – ha beneficiato enormemente per la presenza di artisti di fama internazionale in termini culturali e turistici”.

Nata nel 2009, la manifestazione estiva di Capo d’Arte nelle scorse edizioni ha già infatti esposto le opere di oltre 20 artisti italiani e internazionali tra i quali Shilpa Gupta, Soundwalk Collective, Yang Fudong, Luigi Presicce, Francesco Arena, Kader Attia, Latifa Ekchach, Eva Jospin, Adrian Paci, Michelangelo Pistoletto, Simon Rouby, Sislej Xhafa, David Douard e Eric Baudelaire.

Nell’edizione di quest’anno, Gaëlle Gabillet e Stéphane Villard, durante il mese di residenza trascorso a Gagliano del Capo, hanno avuto occasione di confrontarsi con gli artigiani locali, sperimentarne le tecniche e, grazie a loro, “approfondire le tradizioni e il simbolismo degli oggetti apotropoaici, come le pigne o i lari di terracotta”.

Saranno in mostra cinque grandi sculture di terracotta che estrudono degli impalpabili elementi gonfiabili, quasi a rappresentare le divinità degli elementi, in una sequenza che ricorda le cerimonie religiose e le statue sacre portate in spalla dai fedeli.

“Una rappresentazione artistica tra materia e spirito – riferisce l’Associazione Capo D’Arte – che unisce aria, marmo, terra: un universo alchemico che porta lo spettatore a interrogarsi sul potere attribuito agli oggetti simbolici: prescienza o credenza? Domanda irrisolta, nonostante la certezza che in un mondo contemporaneo confuso, l’uomo riscopre l’antica necessità di trovare un appiglio magico per premunirsi da paure o pericoli quando i discorsi razionali o le soluzioni tecnologiche non bastano a rasserenare lo spirito”.