Lettera dei giudici onorari di Tribunale

Diritti & Lavoro

Pubblichiamo la lettera inviata dai giudici onorari di tribunale ai presidenti dei Tribunali italiani

NON POSSIAMO PIU’ TACERE!
I SOTTOSCRITTI
GIUDICI ONORARI DI TRIBUNALE
Condividendo le ragioni che hanno motivato l’astensione indetta dalle associazioni di categoria dall’8 al 12 luglio 2019, ed uscendo dal riserbo finora osservato per rispetto del ruolo giudicante che è loro affidato
ESPRIMONO
profondo disagio morale e materiale per le condizioni sempre più mortificanti in cui sono costretti a svolgere il proprio lavoro.
Alle doglianze che accomunano tutta la magistratura onoraria in termini di privazione di qualsiasi tutela retributiva, previdenziale ed assistenziale, si aggiungono per i GOT carenze e distorsioni specificamente legate al loro ruolo.
Pur costituendo, a detta di molti operatori della Giustizia, una risorsa “essenziale” per la giurisdizione del Paese, e pur trattando e decidendo circa 1/3 del contenzioso civile e penale dei tribunali, nel disastrato comparto della magistratura onoraria i GOT restano la categoria più vilipesa e maggiormente colpita dalla devastante riforma Orlando e dal DDL di iniziativa governativa recentemente annunciato.
Il compenso medio annuo percepito dai GOT è pari ad € 7.900,89 lordi, mentre per i VPO ascende ad € 14.013,97 lordi e per i GDP ad € 50.901,78 lordi.
Nel bilancio ministeriale, ai circa 2.200 GOT in servizio sono destinati appena € 17.318.750,88, mentre ai 1.250 GDP si attribuiscono € 63.678,126,76 e ai 1.750 VPO sono corrisposti € 25.028.950,42.
A differenza dei Vice Procuratori Onorari -istituiti con la medesima legge- ai GOT non viene in alcun modo retribuito il lavoro d’ufficio, anche quando connesso all’attività svolta in udienza, e dunque l’impegno, profuso per assumere le decisioni ed emettere decreti, ordinanze e sentenze, notoriamente gravoso ed impegnativo, è prestato a titolo gratuito.
A differenza dei Giudici di Pace (che hanno competenza sul contenzioso “minore”) i GOT non ricevono alcuna indennità fissa e non sono pagati per ogni provvedimento emesso, ma percepiscono unicamente un “gettone d’udienza” di 98,00 € lordi (mai rivalutato da circa vent’anni) che può raddoppiare dopo 5 ore di udienza. Aggiungiamo che in molti uffici il lasso di 5 ore viene calcolato addirittura escludendo le pause tra la trattazione di un fascicolo e l’altro, e quindi, in maniera a mortificante ed iniqua, conteggiando i minuti di “effettiva” udienza. Inoltre se venisse approvato il DDL presentato dal Ministro Bonafede, tale durata sarà subito portata ad 8 ore di udienza continuativa, così determinandosi, per il GOT, la sostanziale abrogazione della cd. doppia indennità.
Con la riforma Orlando i GOT che per anni o per decenni hanno operato in piena autonomia giurisdizionale, contribuendo in maniera significativa al lavoro dei tribunali e allo smaltimento dell’arretrato, sono stati inseriti d’imperio negli Uffici per il Processo, a svolgere “mansioni ancillari” impartite dai magistrato ordinari, con palese stravolgimento del dettato costituzionale (art. 106, comma 2), inammissibile ed ingiustificato demansionamento, ed ulteriore imposizione di attività che allo stato non sono retribuite.
In ambito disciplinare la previsione della sola revoca, senza alcuna gradazione delle sanzioni, odiosa ed inammissibile per qualsiasi lavoratore, penalizza i GOT in misura eccezionale, essendo questi chiamati a compiti, decisioni e valutazioni di estrema delicatezza e complessità.
La sistematica mortificazione dei GOT si manifesta anche nella liquidazione dei risibili compensi: in molti uffici l’autocertificazione dell’interessato è ritenuta poco affidabile e si richiede la produzione integrale di tutti i verbali di causa: è inoltre assai frequente dover attendere anche diversi mesi per il pagamento.
RILEVANO
che la drammatica condizione dei Giudici Onorari di Tribunale sin qui descritta appare non più
procrastinabile, e sollecitano quindi il Governo, il Ministro della Giustizia, il CSM, quale organo
preposto a garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, i membri del Parlamento ed i
Presidenti dei tribunali, a promuovere ed attuare le modifiche legislative del caso, rappresentando
che le stesse potrebbero essere adottate con massima speditezza (non oltre il 15 agosto 2019)
avvalendosi della procedura di cui all’art. 3 della L. 57/2016.
Con elencazione non esaustiva, le misure più urgenti, e di cui si sollecita immediata attuazione
vengono così sinteticamente esposte:
1) Equiparazione del ruolo e delle funzioni di GOT e GDP, con possibilità di accedere, anche
stabilmente, alle rispettive piante organiche;
2) Per i GOT già in proroga, accesso all’ UPP solo su domanda e senza decurtazione del compenso;
3) Entrata in vigore della opzione retributiva del cd. “fisso” da stabilirsi nella misura corrispondente
ad almeno € 36.000,00 netti annui, con imponibile fiscale e previdenziale limitato al 60% del
compenso corrisposto;
4) definizione dei 3 “impegni” settimanali nel senso di ricomprendervi una udienza settimanale
nonché le attività connesse, propedeutiche e consequenziali, alla sua proficua celebrazione;
5) Proroga nelle funzioni dei magistrati onorari del transitorio fino al compimento dei 70 anni di età,
previe verifiche quadriennali di professionalità;
6) Introduzione della gradazione delle sanzioni;
7) Previsione di adeguate tutele assistenziali in caso di maternità/paternità, malattia, disabilità;
8) Possibilità di chiedere annualmente il trasferimento della sede di servizio, compatibilmente con la
disponibilità espressa dall’ufficio di destinazione, da verificarsi anche con istituendo bollettino
nazionale delle sedi di Tribunale e digli Uffici di GDP vacanti e/o disponibili;
9) In relazione all’ opzione del cottimo: adeguamento ISTAT dell’emolumento attuale; raddoppio del
gettone d’udienza con eliminazione della cd. doppia indennità (causa di superlavoro per le cancellerie
e di contenzioso) o in alternativa conferma della durata di 5 ore per la maturazione del secondo
emolumento; previsione di un barème di retribuzione dei provvedimenti emessi dai GOT che
prestano attività in Tribunale, in analogia con quanto già previsto per i GDP;
10) Previsione di un titolo preferenziale nei concorsi pubblici a favore di chi abbia svolto per almeno
un triennio attività di magistrato onorario.
In assenza di concreti e rapidi riscontri normativi, le criticità evidenziate determineranno una
inevitabile diminuzione quantitativa della produttività che finora, con enorme sacrificio personale, i
GOT hanno assicurato alla Giustizia italiana.
Infatti al netto delle imposte, dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, delle spese di
trasporto e di vitto non rimborsabili, il “gettone d’udienza” -unico compenso previsto per i GOT- si
riduce a malapena a 50,00€ netti.
Con un emolumento tanto esiguo ed indecoroso sarà inevitabile ridurre la durata media delle udienze
e il numero dei procedimenti trattati, con correlativa diminuzione dei provvedimenti emessi, ferma
restando la qualità e l’accuratezza che i GOT continueranno ad offrire.
Per i Giudici Onorari di Tribunale che sottoscrivono il presente documento, e per i colleghi che
vorranno condividerne la prospettazione e le conclusioni, si renderà necessario rinvenire occupazioni
complementari che assicurino la dignitosa sussistenza propria e dei familiari, certamente non
garantita dalle somme che il Ministero della Giustizia riserva ai GOT, inferiori persino al cd. “reddito
di cittadinanza”.