Sea Watch, i deputati saliti a bordo chiedono l’immunità: “non paghiamo multe”

Politica & Diritti

I deputati che salirono a bordo della Sea Watch lo scorso gennaio si fanno scudo dell’immunità parlamentare. E a chi tira in mezzo Salvini, dicendo che anche lui ha fatto lo stesso, diciamo che una cosa è avvalersi dell’immunità parlamentare per impedire ad un tribunale di processare una scelta politica e quindi la sovranità stessa degli italiani, altra è chiederla per essere saliti a bordo di una nave di trafficanti umanitari.

 I deputati scafisti sono Riccardo Magi di +Europa, Nicola Fratoianni di Leu e Stefania Prestigiacomo di Forza Italia. Due di questi hanno fatto il bis con l’ultimo speronamento:

I tre parlamentari presero parte ad un’indecorosa pantomina. “Stanno violando la legge, così favoriscono l’immigrazione clandestina”, li accusò Salvini.

Ai tre deputati è stata notificata una multa da duemila euro a testa. Salirono a bordo senza permesso. Multa che i tre scellerati non vogliono pagare, e per questo hanno inviato una lettera al presidente della Camera, Roberto Fico: “Riteniamo illegittima la multa comminata – si legge nella missiva del 13 giugno – Chiediamo di investire con urgenza la Giunta delle autorizzazioni affinché la Camera dei Deputati dichiari l’insindacabilità dell’attività ispettiva da noi svolta”. Poi i parlamentari aggiungono che un mandato come il loro si “attua grazie alle prerogative che tutelano la libertà di spazio”.

voxnews.it