Bari – L’amore dei tifosi per una squadra fortissima

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Innamorarsi, ieri come oggi, è una delle esperienze più emozionanti della vita. Tanto più se si è ricambiati. Le acque profonde dei sentimenti, i tratti universali dell’innamoramento, sono rimasti invariati, oggi come ieri. La letteratura di tutto il mondo ci trasmette questa melodia universale e persistente che nasce in un istantaneo riconoscersi, e non muta nemmeno in differenti contesti culturali. Oggi, si son visti i primi tifosi del Nord provenienti da Treviso, Rovereto, Trento, Venezia, Firenze, Parma e altre città del Nord, approfittando del weekend, ed il loro amore verso la squadra si è subito fatto sentire con cori e bandiere sventolate dietro il recinto che delimita il campo di allenamento. Un amore perpetuo che si tramanda di padre in figlio (oggi presenti anche loro già eruditi nei cori da stadio) e confermato – hanno detto – anche nelle partecipazioni alle trasferte difficili dello scorso anno in serie D, ci riferiamo a quelle di Messina, di Angri, di San Cataldo, di Castrovillari: insomma pur residenti al Nord non hanno voluto mancare a supportare la squadra. Incredibile davvero costringendoli ad immani sacrifici.

Il ciclo si è aperto lo scorso anno in serie D con l’obiettivo di raggiungere la serie A nel minor tempo possibile anche perché lo stesso Amministratore Unico, ha deciso di investire parecchio, magari oculatamente, senza badare troppo al budget grazie anche al supporto del Napoli, perché ha capito che Bari con quello stadio (magari ristrutturato, e forse è la volta buona) potrebbe dare in cambio moltissimo, cosa che, forse, non avevano capito le precedenti gestioni, sia quelle ballerine, sia quelle assassine, che quelle sparagnine.

Se De Laurentiis si è messo in testa di arrivare, per ora, in serie B, vuol dire che ne è certo, magari (toccando ferro) non ci riuscirà quest’anno, e la qualcosa non deve far mugugnare i tifosi: potrebbe capitare, inutile far drammi. Ma la solidità, la serenità economica, l’addio per sempre alle penalità, agli F24, ai pagamenti dei contributi, ormai acqua passata, deve far stare tranquilli i tifosi anche se – lo ripetiamo – malauguratamente non dovesse centrare l’obiettivo questo anno, cosa che, all’attualità, diventa anche difficile pensarlo vista la rosa che è stata messa a disposizione a Cornacchini. Ma il pallone ed i terreni di gioco – si sa – saranno gli unici giudici supremi.

E’ una squadra rinnovata per un buon 60% essendosi assicurata le prestazioni di diversi giocatori molto validi, molti di serie B, alcuni di serie A ed altri espertissimi di serie C, insomma una batteria di giocatori che in serie C dovrebbero fare la differenza. In società si è certi che si lotterà per il vertice, Antenucci e Costa sono la dimostrazione di una società ambiziosa e che ha in testa grandi obiettivi.

Antenucci e Costa, si diceva, un attaccante di valore e un difensore centrale di grande fattura sono i giocatori di “punta” di questa squadra che andranno a riempire due caselle fondamentali per l’economia del gioco: un attaccante che sicuramente andrà a doppia cifra ed un difensore-terzino, all’occorrenza anche centrocampista, che sarà un grosso baluardo.

Quindi c’è Folorunsho, un centrocampista coi fiocchi proveniente dal Francavilla dotato di un gran tiro (in allenamento è devastante) le  cui prestazioni sportive se le è aggiudicate il Napoli che, poi, lo ha girato al Bari in prestito per due anni. Anche lui darà un grosso contributo alla causa.  E per la serie “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” a lui si è aggiunto Manuel Scavone un graditissimo ritorno che regalerà profondità e sudore alle azioni baresi. In porta ci sarà Frattali, un autentico numero uno capace di contribuire alla promozione del Parma dalla serie D alla B. A lui verrà affiancato Marfella che è stato fatto tonare dal Napoli sotto la cui ombra sicuramente crescerà acquisendo più esperienza. In difesa ci sarà anche l’apporto di Perrotta, ormai prossimo ad indossare la casacca biancorossa (riteniamo arriverà a Bedollo entro domani sera) che salvo l’arrivo di altri centrali di difesa (una volta si chiamavano stopper), andrà a far coppia con Di Cesare anche se in questo reparto occorrerà almeno altri due elementi pur avendone uno già pronto: si tratta di Esposito, uno dei giovani in prova del Napoli che si sta comportando egregiamente. Chissà se Cornacchni avrà un occhio particolare per lui. Anche Perrotta è un giocatore proveniente dalla serie B che può fare la differenza. Sulle fasce la novità assoluta sono date da Kupsiz e Terrani, il primo proveniente dalla serie B, il secondo da un’ottima annata al Piacenza in serie C che, lo ricordiamo, è arrivato secondo alle spalle dell’Entella. A loro dovrebbe aggiungersi D’Urso, il forte esterno alto del Catanzaro che dovrebbe arrivare in prestito via Napoli: per lui la trattativa è ancora ferruginosa ma c’è moderato ottimismo. A centrocampo ci sarà anche Schiavone che, ancora, non si allena perché si attende la definizione burocratica, giocatore che andrà ad aggiungere fosforo al reparto. Ieri sera è arrivato Alessio Sabbione, jolly difensivo del Carpi, giocatore espertissimo di serie B che sicuramente contribuirà a dar forza alla squadra. Corsinelli del Piacenza che, con ogni probabilità, si rincontrerà con Ferrari ed il già presente Terrani, andrà ad infoltire i terzini e, all’occorrenza, anche le fasce. Con i due giocatori citati (Terrani, una eccellente ala sinistra), torneranno a formare un tiro piacentino. Non dimentichiamo Cascione, un ottimo terzino sinistro e all’occorrenza che destro anche se troppo giovane: probabilmente il giocatore crescerà sotto l’ombra di qualche altro giocatore che sicuramente verrà a Bari come ad esempio Berra della Pro Vercelli il quale con ogni probabilità, raggiungerà il ritiro molto presto.

A questi, ovviamente, si aggiungerà la vecchia guardia, vale a dire, Floriano, Neglia, Simeri, Hamlili, Bolzoni, Di Cesare, Nannini che tanto bene hanno fatto lo scorso anno in serie D.

Insomma, il materiale a disposizione c’è ed è anche di qualità. Toccherà a Cornacchini, un allenatore “costretto” a vincere sempre, dare la spinta giusta alla causa.

Massimo Longo