Agimus Festival a Mola di Bari

Diritti & Lavoro

AgìmusFestival. Stagioni 2019 (XXV) – rete Orfeo Futuro direzione artistica Piero Rotolo a Mola di Bari

Neri per caso (23 luglio) aprono il ciclo di eventi che prosegue con l’omaggio a Billie Holiday di Joe Barbieri (25 luglio), il progetto MaroCuba di Marialy Pacheco e Rhani Krija (30 luglio), l’Orchestra atipica Mocata (1 agosto) e il duo Shine composto da Kekko Fornarelli eRoberto Cherillo (4 agosto)

Con i Neri per caso, il gruppo “a cappella” più famoso del panorama musicale italiano, di scena martedì 23 luglio (ore 21.15) nelChiostro Santa Chiara, a Mola di Bari, iniziano gli eventi dell’AgìmusFestival diretto da Piero Rotolo nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro. È il primo appuntamento di un ciclo di cinque concerti che a seguire (25 luglio, Chiostro di Santa Chiara), prevede l’omaggio a Billie Holiday di Joe Barbieri, tra i più eleganti cantautori in circolazione, per l’occasione coadiuvato da tre grandi del jazz italiano, Gabriele MirabassiPietro Lussu e Luca Bulgarelli. Quindi, l’apologia del ritmo chiamata MaroCuba, progetto dal groove irresistibile che vede insieme due giganti della musica internazionale, la pianista cubana Marialy Pacheco e il percussionista marocchino Rhani Krija (30 luglio, Chiostro di Santa Chiara, Mola di Bari).

Mondi si incontrano in Swango, crasi di swing e tango operata da un siciliano, Fabrizio Mocata, con la sua orchestra “atipica” e un progetto costruito proprio nel Paese del “pensiero triste che si balla” (1 agosto, Chiostro di Santa Chiara, Mola di Bari). E incontri avvengano nella sintesi sonora del duo Shine composto da Kekko Fornarelli e Roberto Cherillo, che fondono jazz, elettronica, contaminazioni nordeuropee, trip-hop anglosassone e richiami alla musica orientale (4 agosto, “concerto all’alba”, alle ore 5.30, sul Lungomare Castello, Mola di Bari).

Si parte, dunque, con i Neri per caso, che avevano in media venticinque anni quando nel 1995 vinsero la categoria “giovani” del Festival di Saremo con il brano «Le ragazze». Niente orchestra. Sbaragliarono la concorrenza utilizzando semplicemente le voci. E i loro corpi come cassa di risonanza. A Sanremo sono tornati l’anno scorso per duettare con Elio e le storie tese in «Arrivedorci». C’erano sempre i fratelli Ciro e Gonzalo Caravano, il cugino Domenico Pablo “Mimì” Caravano, gli amici d’infanzia Mario Crescenzo e Massimo de Divitiis, mentre Diego Caravano (fratello di Mimì) due anni fa ha deciso seriamente di fare l’insegnante, ed è stato ottimamente rimpiazzato da Daniele Blaquier, rivelazione di The Voice of Italy.

Scoperti da Claudio Mattone, i Neri per Caso hanno anche reinterpretato a modo loro molte cover. Chi non ricorda quel “dududu” in «Donne» di Zucchero, oppure la recente versione di «Englishman in New York» di Sting o di «Chandelier» di Sia, con la voce di Ciro che riproduce alla perfezione i suoni di una batteria modello anni Ottanta? E anche in questo spettacolo, oltre ad alcuni pezzi dell’ultimo cd dedicato ai Beatles, ci sono brani della musica internazionale e i successi di una lunga carriera, costellata dalle importanti collaborazioni con Lucio Dalla, Gino Paoli, Claudio Baglioni, Renato Zero, Mario Biondi e il re del canto a cappella, Bobby McFerrin, che, come i Neri per Caso, trasforma magicamente il proprio corpo in strumento.

Biglietti sul circuito vivaticket . Info 368.568412.

 

addetto stampa

Francesco Mazzotta

328.6296956

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