L’ospedale della Murgia sotto attacco

Cronaca

Piove nel reparto di Nefrologia  – Mancano le pensiline di protezione all’ingresso e al Pronto soccorso

Giovanni Mercadante

Le criticità all’ospedale della Murgia sono sempre attuali. Nonostante le lamentele e le segnalazioni per porre argine alle tante disfunzioni, la struttura ospedaliera  “fa acqua da tutte le parti”, come il reparto di nefrologia, dove nei giorni scorsi a causa di una bomba d’acqua che si è riversata sulla Murgia, gli infissi di alcune stanze, e le grondaie della centrale della reception,  non hanno resistito alla pioggia battente che si è infiltrata all’interno. Tapparelle malfunzionanti ed altre carenze  stanno mettendo a dura prova le comunità dell’Alta Murgia e gli stessi pazienti.

Un ospedale che è partito male sin dal 1985, da quando fu progettato. I lavori di edificazione partirono nel 1995  con numerose inadempienze. Sulla carta doveva avere una capienza ricettiva di 480 posti letto; allo stato attuale non supera la metà. Vista anche la carenza di primari e di operatori soci sanitari, anche la metà è ridotta a 120 posti letto. Insomma funziona a un terzo della sua potenzialità.

Al Pronto soccorso mancano dei medici. Per sopperire a tale lacuna,  si fanno  fare dei turni ai medici dei reparti.

Senza dimenticare la lunga lista d’attesa per alcune patologie come l’urologia, l’ortopedia, la ginecologia.  La chirurgia che dovrebbe disporre normalmente di  24 posti letto,  ne dispone di 14. Nei giorni scorsi un comunicato stampa del Cons. reg. Enzo Colonna annunciava che è stato bandito un concorso per primari per l’ospedale della Murgia. Questo non significa che i posti vacanti saranno coperti subito. Si conoscono le lungaggini procedurali. Passeranno ancora mesi e forse anni. La  notizia serve solo per calmare gli animi più esacerbati.

Le pensiline di protezione al Pronto soccorso e lungo l’ingresso principale alla reception sono diventate prioritarie.

L’ospedale è andato a regime dopo oltre 20 anni dalla sua edificazione con sospensione di apertura per inadeguatezza degli impianti non più a norma.

Il parcheggio è un’altra pecca. Realizzato con mattoni forati per drenare le acque piovane, la pavimentazione non consente una buona deambulazione specialmente per le signore che usano tacchi a spillo. Lo stesso parcheggio è privo di qualsiasi forma di manutenzione: residui di rifiuti, cartacce, vegetazione di piante selvatiche sono un  biglietto da visita  squallido per l’ospedale. Oltre all’andazzo del parcheggio selvaggio, che nonostante tutto  ha   disponibilità di spazi sufficienti. Manca il senso civico da parte degli automobilisti. Manca un custode  del parcheggio che meritatamente potrebbe  guadagnarsi lo stipendio facendo anche lavori di manutenzione di tutta l’area esterna.

Il Cons. reg. Mario Conca che segue con impegno le necessità dell’ospedale della Murgia, dal canto suo fa osservare che manca un “global service”, cioè un contratto con un’impresa  a cui affidare lavori di manutenzione. E cosa dire poi della pista di atterraggio dell’elicottero, mai utilizzata.  Fortunatamente, la banca del sangue, dopo lunghe battaglie, partirà dal 1° settembre prossimo.

Altra criticità è il l’OBI/Osservazione Breve Intensiva che manca nel nosocomio murgiano, mentre è attivo a Bari. Insomma il centro ospedaliero murgiano  che deve rispondere ad un bacino di utenza di oltre 150 mila abitanti, continua ad essere oggetto di pesanti critiche, la cui gestione parte dalla Regione Puglia.

Un’altra beffa consumata molti anni fa contro la comunità, è stato fatto osservare da qualcuno, è  stata l’intitolazione della struttura all’on. Fabio Perinei. Insomma all’insegna OSPEDALE DELLA MURGIA è stato aggiunto il nome del deputato scomparso anni fa.

Normalmente ci vogliono 10 anni dalla morte del personaggio per dedicare una struttura pubblica. Fu fatta un’eccezione in virtù di una motivazione molto discutibile. Il nome  “Ospedale della Murgia” fa capire che coinvolge le comunità di Altamura, Gravina in Puglia, Poggiorsini, Santeramo in Colle, ed era l’intitolazione più appropriata.