Attacco in Siria: Israele lancia un’offensiva aerea su Damasco e Homs

Politica & Diritti

Raid missilistico israeliano nella notte in territorio siriano, colpiti i sobborghi della capitale Damasco e vari obiettivi iraniani

L’area geo-politica del Medio Oriente continua ad essere ancora molto ‘calda’, sotto il profilo dell’incidenza di azioni di guerra e sovversive. Un territorio altamente instabile e continuamente a rischio di esplosione di guerriglie o sommovimenti di ogni sorta. La terra di Siria è ormai da quasi dieci anni teatro di convulse guerre intestine, ma non solo sul piano interno. L’ultimo attacco avvenuto in tale territorio è indicativo che gli Stati nemici della Siria sono numerosi. Proprio nella scorsa notte Israele ha lanciato un duro attacco aereo e missilistico preordinato a colpire l’area periferica di Damasco. L’obiettivo di Israele è quello di espugnare i rivali storici, dopo i palestinesi, ossia gli iraniani. Difatti, il raid ingaggiato dagli israeliani attraverso missili lanciati da cacciabombardieri e navi ha colpito tra gli altri obiettivi, una base ospitante le Guardie rivoluzionarie iraniane e un centro di ricerca. L’altra area presa a bersaglio dall’offensiva nemica è quella di Homs, in cui è stato bombardato un aeroporto militare, base di stanziamento degli iraniani e del movimento sciita di Hezbollah.

La forze militari di difesa siriane hanno messo in atto sistemi di difesa anti-aeree per contrastare l’attacco antagonista con missili anti-missile. La strategia militare siriana con l’ausilio degli anacronistici S-200 ha intercettato un gran numero di missili di parte avversa. Anche se alcuni missili di parte siriana, nel tentativo di fermare l’attacco israeliano, hanno causato la deflagrazione di un ordigno in una zona popolosa, un sobborgo a sud della capitale Damasco, precisamente a Sahnaya. L’incidente deflagrante ha cagionato la morte di quattro persone, di cui tre bambini, e l’abbattimento di diverse abitazioni. Inoltre, i bombardamenti ripetuti hanno colpito l’area dell’hinterland di Damasco e a Homs, dove sono stati distrutti diversi depositi.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha diramato un comunicato ufficiale in cui si è annunciato il numero preciso di vittime causate dai raid aerei e navali. L’organizzazione ha riferito che il numero delle persone uccise nei combattimenti sono state in tutto 16, oltre le vittime civili, vi sono 10 miliziani sciiti deceduti, di cui uno di essi era affiliato ad Hezbollah.

Israele è tornata a colpire l’Iran molti anni dopo la fine della Guerra del Golfo. La precedente azione militare sostenuta da Israele contro la Siria risale a poco tempo fa, il 12 giugno è stata bersagliata da attacchi missilistici la stazione radar e di osservazione situata a Tall al-Hara, nei pressi del Golan. Le forze di Damasco, anche in tale occasione, hanno attivato un’operazione di contrattacco per difendere strenuamente il suolo siriano.

I vertici politici e militari di Israele, in merito ai raid sul territorio siriano, non hanno né rivendicato né negato la loro diretta responsabilità. Le istanze propugnate fermamente dal governo di Israele consistono nella richiesta precipua che le truppe guidate dai Pasdaran in Siria desistano e abbandonino il territorio, in caso negativo si vedrà costretto ad insistere nel piano di offensiva militare. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione pubblica, nella quale citando implicitamente il caso siriano, ha esternato categorico: “Lo Stato ebraico risponderà ad ogni attacco contro di noi con la massima decisione”.

di Monica Montanaro