Giuseppe Avolio: il socialismo e l’Europa

Politica & Diritti

Alfonso Pascale

Il 6 luglio ci vediamo a Tricarico (MT) per parlare di Europa attraverso l’europeismo di Giuseppe Avolio (fondatore e primo presidente della Cic-Confederazione italiana agricoltori, poi divenuta Cia-Confederazione italiana agricoltori, ed esponente di spicco della vicenda politica italiana dall’immediato dopoguerra ad oggi, assoluto protagonista dell’agricoltura degli ultimi cinquant’anni)

Chiedeva e in parte sognava un’Europa più unita e più democratica. Puntava al traguardo degli Stati Uniti d’Europa, non più utopistico. Una Europa unita, che parla con una sola voce e agisce superando gli egoismi nazionali, garanzia di più giusti ed equilibrati rapporti tra il Nord e il Sud e tra l’Est e l’Ovest del pianeta.

Si aspettava una riforma delle istituzioni capace di eliminare l’anomalia di un Parlamento, eletto dai popoli, con scarsi poteri e una Commissione, nominata dai governi nazionali, con poteri maggiori.

Un grande Presidente capace di difendere l’agricoltura italiana rendendo la nostra organizzazione un’organizzazione Europea dove Il binomio “agricoltura e cibo” assunse in quel contesto il ruolo chiave di strumento diplomatico per la costruzione di relazioni pacifiche, per la progettazione di una nuova politica per il Mediterraneo.

Una “diplomazia alimentare”, che sortì in tempi brevi effetti rilevanti, come ad esempio nel conflitto arabo-israeliano, già prima della firma degli Accordi di pace di Oslo del 1993.

In una riunione del Comitato mediterraneo, presieduta da Avolio, si svolse, per esempio, a Gerusalemme, nella sede della Knesset – il Parlamento di Israele – nella quale agricoltori israeliani e arabi sedettero, per la prima volta, insieme.