“Questa capacità di sorridere e piangere” di Maurizio Ascione

Politica & Diritti

TARANTO – Presentazione del libro “Questa capacità di sorridere e piangere” di Maurizio Ascione che si svolgerà lunedì 8 luglio alle ore 15.00 presso il Dipartimento Jonico in Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo.

ABSTRACT 

Il libro che state per leggere, pubblicato dalla Pav Edizioni,  costituisce una testimonianza di vita, prima ancora che un impegno sociale e professionale.

L’Autore, Maurizio Ascione, magistrato da anni impegnato nelle indagini sulle morti dei tanti lavoratori ripetutamente esposti alle fibre di amianto, fornisce un contributo che si sgancia dal suo mestiere di Pm, astraendo concetti e vicende narrate, per coniugare invece fattori collettivi ed altri individuali (se non addirittura intimi), nel tentativo, disperato, di dare un senso alle contraddizioni, che sono alla base di una morte bianca.

Viene allora trattato a fondo l’annoso dilemma tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute, e da qui prende le mosse il tema del ricatto sociale e della sostanziale inutilità di tante battaglie.

Ascione ha cercato di entrare nelle case degli operai, delle loro famiglie, di raccontarne storie e ricostruirne i progetti di vita, le speranze, che spesso andavano deluse, e infine le tragedie, quelle più orrende.

maurizio locandina Taranto 8 luglio 2019

Ma il libro non è soltanto pessimismo, la sua dedica ai bambini di tutto il mondo ne costituisce una prima prova: c’è piuttosto un messaggio per tante esperienze, non solo per quella, pur fondamentale, riguardante quegli strati sociali che, in fase di boom economico, rappresentarono la crescita del Paese e il suo orizzonte.

Tanta umanità è dietro il titolo del testo, e se ne può comprendere davvero il significato soltanto se ci si sforza di trovare la circolarità e la reciproca assistenza tra i temi qui in discussione, diversi tra loro solo apparentemente.

Lungo le pagine del libro corre il filo della solidarietà verso tutte le vittime, quelle eccellenti e quelle invece subito dimenticate, le vittime innocenti e quelle colpevoli.

E l’autore invoca per ciascuna di esse una spiegazione plausibile, affinchè possano trovare realmente conforto, unitamente a chi fu loro vicino una vita intera.

Perché tutte le vittime sono prova di tradimento della comune radice della vita, e del suo progetto.

O meglio della Storia, che ha le dimensioni degli occhi di un bambino, ed è perciò destinata inesorabilmente a crescere, e nessuno la può fermare, perché la storia ti compone un prato di aghi sotto al cielo.