Moro e le donne: “buon lavoro” del presidente Loizzo

Cronaca

“La persona prima di tutto: Moro e le conquiste delle donne” è il convegno che si è svolto in Consiglio regionale su iniziativa della Consulta femminile pugliese, con l’intervento del segretario generale dell’Assemblea Mimma Gattulli, del presidente della Consulta Vera Guelfi, di Gero Grassi già deputato e componente della seconda commissione parlamentare sul Caso Moro e della docente di storia della filosofia Maria Concetta Piacente.

Trattenuto da un impegno istituzionale improvviso, il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo ha fatto pervenire un messaggio di “saluto e buon lavoro”.

Questo il testo.
L’evento organizzato dalla Consulta Regionale femminile, “Moro e le conquiste delle donne”, rappresenta un importante anello della lunga catena celebrativa dedicata al grande statista pugliese, che il Consiglio Regionale ha racchiuso nel “Progetto Moro”, che in questi due anni, ha coinvolto centinaia di giovani, di operatori culturali, di amministratori, di docenti, chiamati a confrontarsi con uno dei più gravi attentati allo Stato democratico del secondo dopoguerra e si inquadra nel più vasto progetto di valorizzazione della memoria storica della nostra Regione, col proposito di ricordare la statura intellettuale e politica di alcune personalità cha hanno onorato la storia della nostra Puglia e del nostro Paese.
Sulla questione femminile, a partire dal ’64, l’attenzione di Moro si qualificò nell’attuazione di importanti riforme, quale l’abolizione del coefficiente Serpieri nel lavoro agricolo e l’istituzione della scuola materna statale, la cui approvazione mise in crisi il suo governo, mentre nel programma di governo del ’66, il suo impegno fu rivolto all’inclusione della riforma del diritto di famiglia.
La riflessione di Aldo Moro sui temi della donna divenne centrale nel suo intervento al XII Congresso nazionale della DC del 1973, proprio nel momento in cui una parte del mondo cattolico puntava il dito contro le istanze del femminismo, la cui gran parte delle rivendicazioni Moro seguiva con interesse e con rispetto, spingendosi al punto di comprenderne l’istanza etica relativa all’importanza dell’autonomia femminile nella sfera della sessualità e della maternità e invitando a considerarne umanamente il “nucleo di verità”.
Grazie a questa carica innovativa, che metteva al centro i diritti della persona, nel 1974 Moro tornava alla guida della DC dopo la sconfitta subita dal fronte cattolico e conservatore nel referendum sul divorzio, al quale fece seguire un rinnovato sforzo di analisi, dedicato alla «nuova condizione della donna» che gli appariva come uno dei più forti “segni dei tempi” con cui il partito e la cultura cattolica dovevano necessariamente confrontarsi.
Sono temi di grandissima attualità anche oggi, in una società che deve fare ancora molto, per assicurare un’autentica liberazione della donna.
Condivido perciò incondizionatamente il vostro convegno, che assume un significato non puramente celebrativo e contribuisce a qualificare il Progetto Moro del Consiglio Regionale
”. (fel)