Terremoto vicino Roma

Ambiente & Turismo

Gente in strada e tanta paura dopo la scossa di magnitudo 3.6 che è stata registrata a tre chilometri dal comune di Colonna, vicino Roma. Il terremoto si è verificato alle 22.43 a 9 chilometri di profondità ed è stato avvertito in maniera forte anche nella Capitale, dove in un primo momento la metro C è stata chiusa e poi riaperta. I comuni più vicini all’epicentro sono stati Colonna, San Cesareo, Gallicano nel Lazio, Zagarolo, Monte Compatri – dove si è lesionata una chiesa – e Monte Porzio Catone. Poi all’1.23 una nuova scossa di terremoto, più lieve, è stata rilevata dall’Ingv nell’area di Colonna.

COLONNA – A vedere Colonna stamattina, il terremoto che meno di 12 ore fa proprio qui ha avuto il suo epicentro sembra un incubo che ha lasciato pochi strascichi e tanta paura. Riaperte le attività commerciali, il forno, l’alimentari e il negozio di abbigliamento nella centralissima via Cavour, i residenti ripassano a voce alta le sensazioni vissute con quanti hanno condiviso la notte insonne. Quindici, poco meno, quanti hanno dormito nel palazzetto dello sport in attesa che i tecnici della protezione civile ultimassero le verifiche. Che non sono ancora finite.

“Stamattina abbiamo in programma una trentina di interventi – spiegano dal Comune – niente di importante, ma non vogliamo trascurare alcuna segnalazione”. Danni più tangibili si sono verificati nelle palazzine di via della Libertà: da queste sono stati evacuati gli inquilini. “Si lamentavano che Colonna non era conosciuta, che il centro storico non era vissuto. Eccoci qui tutti, ci voleva il terremoto”, scherza un anziano in piazza.

I tecnici del Mibac sono intanto al lavoro per un monitoraggio continuo sul patrimonio dell’area: la parrocchia di San Nicola presenta lesioni minime ma le architravi sono segnate e gli archi presentano lesioni pronunciate.

LESIONATA CHIESA A MONTE COMPATRI – Lesioni sono state riscontrate alla chiesa Santa Maria Assunta in Cielo di Monte Compatri. “Subito dopo la scossa di terremoto con epicentro a Colonna tutte le squadre di volontariato di Protezione civile dei Castelli Romani – spiega in una nota l’agenzia regionale di Protezione Civile del Lazio – sono uscite sul territorio in perlustrazione. È stata immediatamente attivata l’Associazione Nazionale degli Ingegneri che ha inviato alcune squadre nei punti più critici tra i quali Colonna e Monte Compatri”.

“A Monte Compatri è risultata avere alcune lesioni la chiesa Santa Maria Assunta in Cielo ed è stata dichiarata inagibile la casa parrocchiale adiacente al Duomo – si legge nella nota – mentre a Colonna i vigili del fuoco stanno ancora operando le verifiche di agibilità di alcune abitazioni. Sono stati aperti i Centri Operativi Comunali di Monte Compatri, Colonna e San Cesareo”.

UNITA’ DI CRISI – Il Mibac ha attivato nella notte l’unità di crisi per verificare eventuali danni al patrimonio cultrale nell’area investita dal terremoto.

RAGGI – Intanto, a Roma, la sindaca Virginia Raggi sta seguendo la situazione per monitorare eventuali danni. La notizia del sisma ha raggiunto la sindaca mentre stava assistendo al concerto per i 60 anni di carriera di Ennio Morricone. “Al momento la Protezione Civile non ha registrato danni, come non hanno registrato danni né i Vigili del fuoco né la polizia locale. La metro C è stata verificata, ha ripreso il servizio poco prima di chiudere per la chiusura ordinaria di domenica sera” ha detto all’Adnkronos la sindaca. ”Attualmente – ha aggiunto – soprattutto nella zona est ci sono pattuglie della polizia locale che stanno girando per verificare eventuali danni. Comunque non abbiamo ricevuto segnalazioni”.

In seguito all’evento sismico, il Campidoglio ha convocato il Centro operativo comunale (Coc) per coordinare le attività di monitoraggio e di verifica nel territorio di Roma. Il Coc si riunirà questa mattina alle ore 11 nella sede della Protezione Civile di Roma Capitale a Porta Metronia per fare il punto sulle attività già condotte a partire dall’alba, con interventi congiunti di Polizia Locale, Vigili del Fuoco e Protezione Civile capitolina, sugli edifici scolastici della città, in particolare asili nido, scuole dell’infanzia e primarie.