Quanti soldi e lavoro portano realmente le Olimpiadi di Milano e Cortina?

Politica & Diritti

Matteo Salvini

Il 25 giugno, il leader della Lega Matteo Salvini ha celebrato con un post su Facebook l’assegnazione a Milano e Cortina delle Olimpiadi invernali del 2026. Secondo il ministro dell’Interno, questi giochi olimpici significano “almeno 20.000 posti di lavoro creati” e “5 miliardi di euro di valore aggiunto per l’Italia”.

Ma è davvero così? Abbiamo verificato.

I numeri del governo

Il 5 marzo 2019, il governo ha commissionato all’Università La Sapienza di Roma la realizzazione di un’analisi per valutare l’impatto economico della candidatura di Milano e Cortina d’Ampezzo a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026.

Il 21 marzo è stato presentato il rapporto che, come spiega il sito della Presidenza del Consiglio, “ha ampiamente verificato che le uscite dell’amministrazione centrale dello Stato per finanziare i giochi olimpici in questione, sarebbero compensate dagli introiti diretti e indiretti connessi alle attività sviluppate attorno ai giochi invernali nel periodo 2020/2028”.

A oggi, questo studio non è consultabile pubblicamente: a fornirci il testo del rapporto è stata però l’Università La Sapienza di Roma.

Nel testo dell’analisi si legge che grazie ai giochi olimpici invernali di Milano e Cortina, “già a partire dal 2020 si registrano aumenti significativi del Pil e dell’occupazione”.

Al 2028 – quindi a due anni dal termine dell’evento – la ricerca stima che il Pil cumulato aggiuntivo prodotto dalle Olimpiadi (il cosiddetto “valore aggiunto” citato da Salvini) dovrebbe essere di circa 2,3 miliardi di euro, con un aumento di circa 5.500 unità di lavoro a tempo pieno, con un massimo di oltre 8.500 unità raggiunte nel 2026.

Come dati di partenza per valutare l’impatto delle Olimpiadi, il rapporto ha utilizzato tre diverse tipologie di spesa: gli investimenti (pari a circa 350 milioni di euro) per la realizzazione, tra le altre cose, di nuovi impianti; i costi di gestione per la realizzazione dell’evento (pari a circa 1,2 miliardi di euro), a cui si sommano oltre 400 milioni di euro a carico dello Stato, per le spese di sicurezza; e infine le spese dei visitatori, stimate in circa 600 milioni di euro, al netto del costo dei biglietti.

Le criticità del rapporto

Abbiamo contattato Silvia Fedeli, professoressa ordinaria all’Università La Sapienza e una dei tre autori dell’analisi, per avere ulteriori dettagli e da quanto ci ha detto esistono alcune criticità in questo rapporto.

“Innanzitutto questo studio non è un’analisi costi-benefici”, ha spiegato Fedeli. “È un modello macroeconomico pensato per valutare gli impatti sulla finanza pubblica a livello nazionale”.

Mentre un’analisi costi-benefici punta a valutare il contributo di un progetto o una manifestazione al benessere economico complessivo, un’analisi di impatto economico di questo tipo mira a calcolare l’impatto per la finanza pubblica relativamente ai soli effetti per l’amministrazione centrale.

Inoltre, secondo Fedeli, il punto critico della loro analisi è che “la previsione è per il 2026: l’abbiamo fatta sulla base di un quadro economico invariato, prendendo per buone e permanenti le stime attuali”. Quindi esiste un inevitabile margine di incertezza, visto che il quadro potrebbe cambiare nel futuro.

“Resta comunque una previsione su tempi molto lunghi – aggiunge infatti Fedeli – e noi siamo stati comunque assolutamente parsimoniosi riguardo alla spesa per consumi, investimenti e trasferimenti pubblici e privati connessi all’organizzazione dell’evento”.

Che cosa dicono gli altri studi

Oltre al rapporto commissionato dal governo, esistono almeno altri due studi – spesso citati dai quotidiani – che hanno valutato l’impatto economico dei giochi olimpici del 2026, e il loro apporto in termini di valore aggiunto: uno dell’Università Bocconi di Milano, l’altro dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

La Bocconi, prendendo la Lombardia come territorio di riferimento, ha stimato un impatto economico sulla produzione della regione di oltre 2,8 miliardi di euro, con un valore aggiunto di oltre 1,2 miliardi di euro.

Sul fronte occupazionale, i ricercatori hanno stimato circa 22 mila posti di lavoro in più, con un impatto fiscale positivo per lo Stato – grazie ai ricavi delle tasse come Irpef, Iva e Irap – di circa 304 milioni di euro.

Questa ricerca ha utilizzato come dati di partenza per valutare l’impatto della manifestazione circa 321 milioni di euro per i costi di investimento, oltre 473 milioni di costi operativi e quasi 358 milioni di euro per quanto riguarda le spese di turisti e atleti.

Lo studio della Ca’ Foscari, invece, ha calcolato quale potrebbe essere l’impatto economico dei giochi olimpici sui territori del Veneto e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Qui i numeri sono inferiori a quelli relativi alla Lombardia: l’impatto economico sulla produzione sarebbe di quasi 1,5 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto raggiungerebbe circa 740 milioni di euro. Si stimano 13.800 nuovi posti di lavoro, con maggiori ricavi fiscali per lo Stato di oltre 226 milioni di euro.

In questo caso, le spese in investimenti hanno un valore considerato di oltre 164 milioni di euro, i costi operativi di oltre 657 milioni di euro e le spese di atleti e visitatori di quasi 302 milioni di euro.

Se si sommano i risultati dei due studi – come fa un articolodel Sole 24 Ore del 25 giugno – i benefici risultano essere “stratosferici”, usando le parole di Fedeli.

L’impatto economico della manifestazione sulla produzione raggiungerebbe 4,3 miliardi di euro, con un valore aggiunto di poco meno di 2 miliardi di euro e con oltre 35 mila nuovi posti di lavoro.

Le parole di Salvini

Guardando agli studi citati, i numeri di Salvini non tornano. In nessun caso si raggiungono i 5 miliardi di valore aggiunto, anzi le stime parlano di una cifra massima che è circa la metà.

Per quanto riguarda poi i posti di lavoro creati, secondo lo studio commissionato dal governo sarebbero meno della metà dei 20 mila citati dal vicepresidente del Consiglio, secondo la somma degli altri due studi sarebbero invece quasi il doppio (35 mila).

“Rispetto a quelli di Bocconi e Ca’ Foscari, i risultati del nostro studio sembrano essere sottostimati, ma il motivo è perché noi abbiamo messo soltanto i dati assolutamente certi al momento della stima, come per esempio il livello degli investimenti”, ha spiegato Fedeli, a cui abbiamo chiesto le cause di queste differenze.

Quanto costano le Olimpiadi?

Come abbiamo visto, i tre studi analizzati calcolano gli impatti economici delle Olimpiadi sulla finanza pubblica prendendo in considerazione sia diverse tipologie di spesa (come quelli di gestione) sia gli investimenti attivati dai giochi olimpici.

Per quanto riguarda la specifica voce di spesa della realizzazione dei giochi, il dossier della candidatura di Milano e Cortina ha previsto che le Olimpiadi costeranno tra gli 1,36 miliardi di euro (previsione più prudente) e gli 1,55 miliardi di euro, di cui circa il 36 per cento in infrastrutture per le sedi e attività e servizi per i Giochi (come alloggi, logistica e cibo).

Secondo il sito ufficiale del Comitato olimpico internazionale (Cio), quest’ultimo parteciperà alla realizzazione dei giochi con un contributo di oltre 810 milioni di euro, mentre il resto è a carico delle regioni coinvolte dalla manifestazione.

A carico dello Stato, come abbiamo visto sopra, ci sono i circa 400 milioni di euro stimati per la gestione della sicurezza.

A fronte di questi costi stimati ex ante, organizzare le Olimpiadi non risulta però essere ex post sempre un affare.

Da decenni la letteratura scientifica economica si domanda infatti quali effetti abbiano eventi simili (così come, tra gli altri, i mondiali di calcio) sulle economie dei Paesi ospitanti, e non solo da un punto di vista economico.

Un articolo scientifico del 2016 – pubblicato dall’Americaneconomic association – ha per esempio calcolato che i benefici stimati prima dell’organizzazione di un’Olimpiade risultano di norma (salvo rare eccezioni) essere più ottimisti di quelli registrati dopo, mentre i costi tendono a lievitare di molto rispetto alle stime iniziali.

Tra le altre, anche una ricerca del 2012 – che ha analizzato i giochi olimpici dal 1960 al 2012 – è giunta a conclusioni simili.

Da questo punto di vista, l’organizzazione di Milano-Cortina 2026 punta sul fatto che buona parte delle sedi per i giochi sarebbe già esistente, limitando i costi imprevisti. “Solo due impianti olimpici chiave necessitano di infrastrutture completamente nuove”, spiega il dossier ufficiale della candidatura. “Tutte le altre sedi sono esistenti, oppure esistenti ma con la necessità di eseguire opere permanenti (solo tre) o temporanee”.

Conclusione

Secondo il leader della Lega Matteo Salvini, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 porteranno all’Italia “20.000 posti di lavoro” e “5 miliardi di euro di valore aggiunto”.

Per quanto riguarda l’occupazione, queste stime si discostano molto da quelle (seppur prudenti) contenute nel rapporto commissionato dal governo all’Università La Sapienza di Roma, che ha calcolato un picco di 8.500 posti di lavoro a tempo pieno nel 2026.

Altri due studi parlano di 22 mila posti di lavoro in Lombardia e 13.800 tra Veneto e Trentino-Alto Adige, che se sommati tra loro danno un numero maggiore rispetto a quello riportato dal ministro dell’Interno.

Per quanto riguarda il valore aggiunto, lo studio dell’Università La Sapienza di Roma ha calcolato un Pil cumulativo aggiuntivo di circa 2,3 miliardi di euro a livello nazionale.

I risultati delle altre due ricerche – che fanno riferimento alla Lombardia, al Veneto e al Trentino-Alto Adige – se sommati tra loro danno una cifra poco inferiore ai 2 miliardi di euro. Un numero molto al di sotto della stima fatta da Salvini.