Il problema tra Di Maio e Di Battista

Politica & Diritti

Jacopo Landi / NurPhoto / Afp

C’è un problema tra Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Il M5s lo presenta come dialettica trasparente all’interno del Movimento, lo stesso ‘Dibba’ cerca di smorzare i toni dopo essersi lanciato nell’affondo con il capo politico e ad andarci di mezzo è Matteo Salvini, che nella querelle non c’entra proprio nulla, ma è stato tirato in ballo per una questione di voli di stato e per una battuta velenosa sull’ex parlamentare pentastellato.

Tutto comincia nel pomeriggio di sabato, quando il ministro del Lavoro si lascia andare a uno sfogo contro una frecciata di Di Battista.”Noi siamo andati al governo per fare le cose, finché ci consentirà queste condizioni di farle, io continuerò. Perché se invece il tema è fare il ragionamento politico… è per questo che io mi sono incazzato in questi giorni quando ho sentito questa frase: ‘Burocrati chiusi nei ministeri'”.

La frase incriminata era stata pronunciata per l’appunto da Di Battista e lo sfogo di Di Maio era stato raccolto all’assemblea degli attivisti di Terni in un audio poi pubblicato da Fanpage. “La campagna elettorale è stata 10 mila chilometri in un mese, perché fino al mese prima abbiamo lavorato a Roma nei ministeri a tambur battente”, ha detto Di Maio che poi non si lascia sfuggire l’occasione per lanciare una frecciatina all’alleato leghista: “Molti di voi mi dicevano: Ma com’è che quello sta in ogni Comune e tu non ci sei mai? Poi abbiamo scoperto che usava gli aerei di Stato, quindi io non li uso, se qualcuno pensa che noi dobbiamo cominciare a fare i voti con quella roba là, noi lì avremmo ucciso il Movimento”.

Apriti cielo. Da una parte il Movimento si affretta a sottolineare che è tutto a posto. “Non c’è da stupirsi riguardo all’articolo pubblicato da FanPage.it” precisano nello staff di Di Maio, “quanto riportato non è nulla di nuovo di quanto già detto. Di Maio è una persona sincera, dice quel che pensa sempre e nell’occasione riportata da FanPage.it gli attivisti erano ovviamente liberi di riprendere via video l’evento; nonostante ciò Di Maio ha ovviamente espresso il suo pensiero. Non c’è nulla di strano, anzi tutto ciò rappresenta l’essenza stessa del Movimento: guardarsi in faccia e dirsi le cose”

Di Battista da parte sua tira il freno a mano: “Non rispondo alle polemiche montate ad arte tra me e Luigi. Domani lo chiamo ed è tutto a posto. Non mi interessa assolutamente questa polemica e quindi non ci infilo” dice da Catania

Ma nel frattempo la bomba sui voli di Stato usati da Salvini è esplosa e il Pd si affretta a chiedere chiarimenti: “Il vicepremier Di Maio sostiene che l’altro vicepremier Salvini abbia utilizzato voli di Stato per il suo lungo tour elettorale degli scorsi mesi in Italia” dice Roberto Morassut, responsabile Infrastrutture della segreteria nazionale del partito “Viste le parole così nette di Di Maio, il governo ed il presidente Conte hanno il dovere di riferire alle Camere e di fare chiarezza su ogni singolo utilizzo dei voli di Stato da parte del Ministro Salvini e degli altri membri dell’esecutivo”.

Ma non finisce qua. Giovedì proprio Salvini aveva causticamente definito Di Battista “chiacchierone tropicale a pagamento” e sabato l’ex parlamentare risponde al fuoco: “Sono convinto” dice “che nella logica di Salvini ci sia l’idea di mandare tutto all’aria per meri tornaconti personali. E questo per me sarebbe molto grave perché conta di più l’interesse del Paese piuttosto l’interesse di una forza politica. Salvini si sta sempre più berlusconalizzando… Farà trapianti, inizierà a mettersi i tacchi. E giorno dopo giorno sarà piu Berlusconi di prima. A me questo non sta bene. Il mio non è minimamente un attacco personale a Salvini, per niente. Vorrei che Salvini attaccasse poteri forti e decidesse di stare veramente dalla parte degli italiani. Il suo prima gli italiani, mi sembra ad esempio prima Radio Radicale pagata con i soldi degli italiani e questo non mi sta bene”.