Divieto di utilizzare mezzi cingolati sulle spiagge

Politica & Diritti

Con ordinanza n. 362 del 20.6.2019 la I Sezione del TAR Lecce (Pres. Antonio Pasca, Cons. Est. Patrizia Moro) ha accolto la domanda cautelare proposta da un imprenditore – difeso gli avvocati Francesco G. Romano e Leonardo Maruotti – avverso il divieto di utilizzare mezzi meccanici cingolati sulle spiagge.

In particolare, secondo la Regione Puglia, la Capitaneria di Porto ed Arpa non sarebbe più ammesso l’utilizzo dei mezzi cingolati gommati (da sempre consentiti) su tutta l’area demaniale.

Tale divieto di fatto avrebbe causato un enorme problema in tutta la Regione poiché, se fosse stata accolta la tesi delle Amministrazioni, sarebbe stato impossibile assicurare ai turisti ed ai residenti la pulizia delle spiagge poiché gli unici mezzi utilizzati e utilizzabili per effettuare le operazioni di pulizia della spiaggia sono proprio quelli che le Amministrazioni hanno deciso di vietare.

Secondo il Tar Lecce “i provvedimenti impugnati appaiono pertanto scontare i rilevati deficit istruttori e motivazionali, non risultando valutata concretamente l’idoneità dei mezzi utilizzati rispetto alle prescrizioni regionali”.

“L’importanza della decisione – secondo gli avv. Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano – risiede nel fatto che il Tar ha dichiarato illegittimi gli atti delle Amministrazioni che dalla sera alla mattina, senza che sia stato effettuato uno studio sui rischi, hanno deciso di estendere un divieto previsto esclusivamente per i mezzi con cingoli in acciaio anche a mezzi con cingoli in gomma che fino ad oggi erano stati sempre autorizzati, tant’è che lo stesso ricorrente aveva avuto anche l’incarico da un Comune di effettuare delle operazioni di pulizia del porto, proprio con gli stessi mezzi”.

Soddisfazione anche da parte del Presidente di Federbalneari Salento, Mauro Della Valle: “Qualora fosse passata la linea interpretativa della Regione e di Arpa di fatto non si sarebbe potuta assicurare la pulizia delle spiagge, causando un enorme danno all’ambiente e, di conseguenza, anche alla stessa immagine del Salento; inoltre, nei casi purtroppo frequenti di mareggiata, non sarebbe stato possibile alcun tipo di intervento”.