Nuove regole per le tariffe autostradali. Potrebbero calare

Ambiente & Territorio

L’Autorita’ di regolazione dei trasporti approva il nuovo sistema per la trasparenza e l’equita’ dei pedaggi autostradali, che potrebbero calare. Soddisfazione da parte dei consumatori, attaccano invece le concessionarie. Toninelli parla di “inizio della rivoluzione”. E’ il momento di riprenderci Autostrade “ma la Lega tace”, afferma Di Battista.

Via libera dell’Autorita’ di regolazione dei trasporti al nuovo sistema tariffario per i pedaggi autostradali. L’Autorita’ ha pubblicato sul proprio sito le delibere relative a 16 concessionarie i cui Piani economico finanziari (Pef) erano scaduti da anni: il nuovo sistema e’ gia’ stato inviato al concedente, il Ministero delle infrastrutture e trasporti, e ai 16 concessionari e verra’ utilizzato nell’immediato per l’aggiornamento dei Pef e la stipula dei relativi atti aggiuntivi di queste societa’, ma successivamente anche per i Pef che andranno in scadenza e le nuove concessioni.

“Con il nuovo sistema tariffario per i pedaggi varato dall’Art – l’Autorita’ di regolazione dei trasporti – siamo di fronte all’inizio della rivoluzione che avevamo promesso sin dal nostro insediamento e che aveva mosso i suoi primi passi con la pubblicazione integrale, mai avvenuta prima, degli allegati delle convenzioni autostradali”. Lo dice in una nota il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Che prosegue: “Se Aiscat oggi attacca cosi’, vuol dire che siamo sulla strada giusta: qui non si tratta di bloccare chi fa davvero gli investimenti e merita il giusto profitto; si tratta solo di non ingrassare piu’ chi gli investimenti li promette senza farli, con ripercussioni a volte gravissime per la sicurezza di chi viaggia”.

“Questo e’ il momento di riprendere il controllo delle Autostrade, la battaglia non e’ semplice. Ovviamente se la Lega decidesse di combatterla sarebbe tutto piu’ facile ma la Lega tace”. Cosi’ Alessandro Di Battista in un post su Fb dove rilancia la questione della revoca della concessione ai Benetton. “Recuperare il controllo delle Autostrade fara’ entrare nelle casse dello Stato miliardi di euro da investire nella diminuzione del carico fiscale o nell’abbassamento dei pedaggi. Si puo’ fare, purche’ si abbia il coraggio” dice.

Il sistema tariffario dei pedaggi esteso alle concessioni in essere, conferma i criteri ed i parametri del modello che Art aveva recentemente applicato per alcune concessioni autostradali scadute e da riaffidare, come la A22 Autobrennero e la A4 Autovie Venete. Il sistema definito dall’Autorita’, di cui beneficeranno in primis automobilisti e autotrasportatori, e’ basato sul metodo del “price-cap”, con determinazione dell’indicatore di produttivita’ a cadenza quinquennale e tende a garantire trasparenza ed equita’ dei pedaggi, tramite obiettivi di maggiore efficienza dei costi operativi, secondo parametri oggettivi di “performance”, basati sul confronto competitivo con le migliori pratiche del settore. Per dare maggiore certezza sull’effettuazione degli investimenti l’Autorita’ interviene anche sull’altra componente “regolata” dei pedaggi, i costi per gli investimenti da realizzare, riconoscendo in questo caso una remunerazione sul capitale investito (Wacc) pari al 7,09%, adeguata agli attuali tassi di mercato. Per le opere gia’ “cantierate” continuera’ ad essere applicato il “TIR-tasso interno di rendimento” previsto dal sistema tariffario previgente. Il nuovo sistema Art incentiva infine l’effettiva realizzazione degli investimenti programmati, con verifiche annuali e diminuzioni del pedaggio in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi. Con questa decisione si mandano in soffitta i sei diversi sistemi tariffari che finora regolavano, ognuno a modo suo, i pedaggi autostradali e si supera il meccanismo dei loro aggiornamenti annuali. Univocita’ e stabilita’ regolatoria degli assetti economici delle concessioni autostradali vengono garantiti riconducendo la redditivita’ delle gestioni a livelli di mercato, con piena compatibilita’ finanziaria dei piani di investimento e senza modifiche unilaterali dei contratti.