I conti di Conte, duello in Europa

Politica & Diritti

E’ un vero e proprio duello quello sui conti pubblici dell’Italia. Conte afferma che sono migliori del previsto e contesta le stime della Commissione europea, ma la trattativa appare in salita. “La situazione e’ molto difficile”, ammette il premier. L’Italia rischia intanto la recessione demografica ed economica. avverte l’Istat. Il dl Crescita: oggi il voto di fiducia della Camera sul provvedimento. Tavoli al Mise su Whirlpool e Blutec. Fisco: da inizio 2018 la Guardia di finanza ha scoperto oltre 13mila evasori totali.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto un lungo colloquio notturno, finito alle 4 del mattino, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, e con il premier lussemburghese Xavier Bettel, all’Hotel Amigo a Bruxelles. Il colloquio si è svolto dopo la fine, alle 2 del mattino, della riunione del Consiglio europeo che aveva discusso delle nomine dei nuovi vertici dell’Ue, senza trovare un accordo. Per il presidente del Consiglio sarà stata un’occasione per parlare, oltre che delle nomine Ue, anche del negoziato in corso con la Commissione europea per evitare la procedura per deficit eccessivo contro l’Italia per la violazione della regola del debito.

Il premier Giuseppe Conte da Bruxeless, dove è in corso la difficile trattativa sui conti italiani, rilascia interviste a diversi quotidiani. Parlando con Repubblica il premier ha ammesso che “la situazione è molto, molto complicata” e “non è rigidità” da parte mia. “Ho la flessibilità per difendere il mio Paese. Salvando però sempre alcune coordinate concettuali ben chiare. Riteniamo di avere i conti in ordine, siamo sicuri delle nostre ragioni e non siamo disponibili a inseguire delle stime che non rispondono alla realtà”. “Noi conosciamo i conti e conosciamo i flussi di cassa – ha detto Conte – mercoledì vareremo l’assestamento che certificherà questi flussi. Le regole sono le regole, i numeri sono numeri. Io non posso chiedere di evitare regole che non mi piacciono per evitare la procedura. Ma posso contestare i numeri. Ecco, contesto le loro stime di crescita. Io conosco i numeri, conosco l’assestamento sui miei numeri. Per quanto riguarda le regole, c’è una prospettiva in cui voglio ridiscutere queste regole. Mi sembra legittimo. In famiglia si discute”. Alla domanda se ritiene che la Commissione uscente si sia irrigidita per le frasi non amichevoli di Salvini e Di Maio, Conte ha risposto: “Sarebbe molto grave. Allora vuole dire che le regole si applicano a secondo delle reazioni emotive qui a Bruxelles?”. E ha aggiunto: “Reazioni emotive o punitive: sarebbe molto, molto grave. E poi voglio dire una cosa a Moscovici: dice che le regole sono intelligenti. Le regole non sono intelligenti, vanno interpretate: le interpretazioni sono intelligenti. Ecco, se è quella non è intelligente”. “Resta il fatto – ha concluso Conte – che le regole vanno interpretate. Non vorrei che a volte prevalessero interpretazioni troppo rigide, a volte molto flessibili”.