Dalla Dante Alighieri un nuovo modo di vivere la città

Politica & Diritti

CROTONE – È in corso in questi giorni, promosso dalla Società Dante Alighieri sezione di Crotone, un percorso di valorizzazione e riscoperta delle strade del Centro Storico di Crotone, caratteristico per le sue viuzze strette, ma dense di significato e pregne di storia ovunque li si guardi. Proprio nei cosiddetti “stritti” (in dialetto crotonese, le viuzze del Centro Storico, ndr) la Dante, con a capo la Neo Presidente Antonella Cosentino, ex Preside del Liceo Scientifico Filolao del Capoluogo pitagorico e già Assessore alla Cultura del Comune, sta conducendo un percorso culturale e sensoriale davvero pregevole. Utilizzando una cartina stradale del tempo, gli associati spiegano ai cittadini che aderiscono a tale percorso l’organizzazione urbanistica della zona nei vari secoli e come essa si è sviluppata e si è modificata quando la zona, da Agorà dell’Antica Kroton, si è trasformata nel “quartier generale” delle famiglie nobiliari della Città. Un tour attraverso i palazzi, gli stemmi, gli araldi e i nomi delle vie, si riesce a delineare una perfetta geografia della Crotone del 1500, che era al centro di trattative e di incontri fra i Signori. Una caratteristica tipica degli “stritti” è che ciascuno di essi, conduce al Castello di Carlo V e alla relativa Piazza. Un chiaro riferimento al fatto che sì, i casati nobiliari della Città gestivano i loro affari e i loro incontri, ma il riferimento principale era il Potere che stava all’interno della fortezza di chiara fattura aragonese, quindi riconducibile al periodo della dominazione spagnola nell’intero Meridione e che portò tante ricchezze ai territori, conservate fino al disgregamento del Regno delle Due Sicilie e all’impero Borbonico, nell’epoca Post – unitaria. Tale iniziativa è iniziata il 19 Giugno partendo dalla Sede della Società Dante Alighieri sita in Vico Caloiro numero 5 e nei prossimi giorni toccherà tutte le altre stradine fino a giungere al Castello; un percorso per far riscoprire nei cittadini quel senso di appartenenza andato leggermente sopito e che tanto bene farebbe alla Città attuale nel suo assetto per una vera riscoperta dei luoghi e per un vero rilancio dell’offerta turistica, ma non solo. Uno degli obiettivi principali dell’Associazione è quello di far riscoprire amor proprio agli stessi cittadini, istruendoli a una corretta cura dei luoghi, sensibilizzando a una cultura di protezione da atti di vandalismo e di deturpamento. Questa serie di incontri avrà termine il 27 giugno, quando la Dante si congederà dai suoi associati per la pausa estiva, allestendo, però il calendario del nuovo anno sociale volto al riconsolidamento del sodalizio nella Città di Crotone, dopo anni di assenza. Obiettivo principale di questo tour è la propedeuticità alla stampa d una nuova cartina, un nuovo stradario del Centro Storico che unisce la denominazione storica e la denominazione moderna delle stradine, che sarà consegnata, una volta redatta, a tutte le strutture ricettive della Città di Crotone, per poter permettere ai turisti che verranno ospiti in città.

Per i primi di Luglio, inoltre, in collaborazione con l’Associazione “Virtual Agorà” (composta prettamente da studenti universitari della città pitagorica che, attraverso l’innovazione tecnologica e l’utilizzo di ologrammi delle figure maggiormente rilevanti di Crotone, si propongono lo scopo di diffondere la cultura e la grandezza della Magna Graecia ai loro colleghi delle altre Regioni con cui condividono il percorso di studi, ndr) organizzeranno una serata aperta a tutta la cittadinanza, in cui i protagonisti principali saranno, appunto, gli ologrammi delle figure di Pitagora e delle altre personalità di spicco di Kroton. Un modo per far vedere che la creatività crotonese non è mai doma e che solo il networking fra associazioni, potrà portare risultati concreti per il futuro. Proprio in virtù di ciò, lo scorso 5 giugno alle ore 19 presso la sopracitata Sede della Società Dante Alighieri si è svolto, a cura de Professore di Latino e Greco al Liceo Classico Pitagora del Capoluogo, Francesco Lopez. Che ha relazionato sulla figura del più importante e illustre rappresentante della scuola medica crotoniate, Democede, esplicando come egli sia stato fra i primi in assoluto a teorizzare l’intervento alla base del cranio per ridurre fratture e curare un determinato tipo di malattie. Importanti spunti di riflessione sono stati dal Docente, in quanto, seguendo sempre le narrazioni date dai documenti a disposizione, soprattutto frammenti di epigrammi sparsi in varie opere di autori Greci, si è risalito al viaggio che Democede fece in Persia per poter curare Dario il Grande, affetto da uno strano morbo che nessuno riusciva a guarire e identificare; nemmeno il suo medico di corte, il mago Udjahorresnet. Da qui, inizia un confronto e un dialogo fra due cultura e due modi di fare e intendere la medicina completamente diversi e a loro stanti: la magia da una parte, la pragmaticità e la concretezza delle cure, dall’altra. Democede, però, in questo confronto non è chiuso all’apprendimento delle tecniche magiche, e nemmeno Udjahorresnet lo è.

Si tratta, dunque, del primo interscambio di informazioni che la storia abbia mai registrato in ambito medico; difatti, il dottore crotoniate impara determinati approcci e determinate tecniche del medico orientale per poterle adattare e replicare nella sua terra d’origine e avviare una serie di esperimenti per arricchire il suo bagaglio di conoscenze. Tale esperienza, è stata tenuta in considerazione dal Prof Lopez, il quale nel suo saggio “Democede di Crotone e Udjahorresnet di Sais”, sottolinea come l’interscambio di culture sia solo proficuo e mai negativo o discapito di qualcuno; una crescita collettiva che si concretizza apprendendo degli usi che prima non si conoscevano e che l’esempio di Democede che parte dalla Magna Graecia, fino in Egitto e da qui fino in Persia, tende a simboleggiare il fatto che la cultura non si può fermare. Cultura data soprattutto dalla fame di conoscenza. Questo testo nasce con la collaborazione dell’Università di Pisa assieme ai Musei Vaticani. La storia di questo incontro la si può ritrovare su una statuetta conservata nei Musei Vaticani, di origine egizia: il neaforo.

Tale saggio si fonda su una ricerca condotta dal 2008 al 2015, culminata con la pubblicazione dello stesso e si fonda sul principio di ricerca comparativa. Nel dettaglio Udjahorresnet era medico di Dario I Re dei Persiani che, nel 520 a. C. conosce Democede che si ritrova in Persia per curare appunto il Sovrano. Si tratta di due culture a confronto per due personaggi a confronto. Da una parte la medicina greca che si basava sul lavoro di Ippocrate e quindi un tipo di medicina prettamente tecnico e, dall’altra parte, Udjahorresnet, erede del filone egizio, della medicina con scopi magici. Fra l’altro, Democede s’incastra benissimo anche nel decennio precedente che vide la presenza di Pitagora a Crotone. Di Democede si narra fosse figlio di Callifonte, di origine climodica, sacerdote di Asclepio nato a Cnito, in Asia Minore. Lo storico Erodoto lo indica originario di Crotone e ne parla come il miglior medico di Crotone, capostipite della miglior tradizione medica, alla pari della scuola atletica crotoniate.

Tutto ciò fa pensare a una tradizione successiva, conservata soprattutto in età Ellenistica che vedeva Kroton, al centro di tutto il Mediterraneo, per innescare facili circuiti di interscambio. La presentazione di questo volume, è rientrata nel calendario degli eventi del “Cammino della Magna Graecia” del quale, la Presidente Cosentino, si è detta orgogliosa di averlo potuto allestire in un contesto come quello della Città di Crotone auspicando nella ripetitività di ciò.