Genchi: “I trojan fanno giustizia fuori dall’arco istituzionale

Politica & Diritti

Genchi: “I trojan fanno giustizia, anche se mi preoccupa che il loro uso sia delegato a soggetti privati fuori dall’arco istituzionale. Finalmente anche i magistrati vengono intercettati, prima erano al di sopra della legge. Una volta Giovanni Falcone, a proposito del Csm, mi disse: io ho più paura dei miei colleghi che pensano di avere vinto il concorso per diventare Dio, piuttosto che della mafia”

L’Avvocato Gioacchino Genchi, esperto di informatica e telefonia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Con il 5g le intercettazioni saranno più difficili. “E’ sempre così –ha affermato Genchi-. Le nuove tecnologie hanno creato problemi alle intercettazioni. Ricordo quando entrarono in funzione i primi radio mobili furono appannaggio dei criminali perché non potevano essere intercettati. C’è un’ingegneria del bene e una del male che si rincorrono. Alla fine il modo per intercettare il 5 g sarà trovato. E poi devo dire che con il 5g sarà più facile utilizzare i trojan”.

Sull’uso dei trojan nelle intercettazioni. “Fanno un po’ di giustizia sostanziale –ha dichiarato Genchi-. Finora c’è stata una categoria come i magistrati che si sono posti quasi al di sopra della legge, anche più dei politici. Finalmente anche i magistrati potranno pagare le loro colpe così come le persone che sono stati condannati attraverso le intercettazioni. Le correnti della magistratura sono sopravvissute alla crisi dei partiti della prima Repubblica. Una volta Giovanni Falcone, a proposito del Csm, mi disse: io ho più paura dei miei colleghi che pensano di avere vinto il concorso per diventare Dio, piuttosto che della mafia. E’ proprio la sicumera di impunità che questi signori dimostravano. Falcone l’ha ucciso materialmente la mafia, ma era già stato ucciso professionalmente dalla magistratura. L’aspetto che più mi inquieta dei trojan è l’uso che viene delegato ai soggetti privati. L’attivazione e la disattivazione dei trojan è affidato a soggetti ausiliari e questo mi preoccupa perché sono soggetti fuori dall’arco istituzionale, non hanno prestato giuramento allo Stato. Non capisco perché lo Stato non investa le proprie risorse, la propria intelligence nella tecnologia informatica”.