Padre marocchino tenta di ardere viva la figlia perché indossa abiti “all’occidentale”

Cronaca

Tragedia sfiorata a Treviso. In una famiglia di origini marocchine scoppia una lite furibonda perché il padre, osservante musulmano, non tollera che sua figlia indossi abiti succinti, emulando lo stile occidentale

Nella provincia di Treviso, città opulenta del nord est d’Italia, vive una famiglia proveniente dal Marocco, da quando 22 anni fa decise di emigrare nel nostro Paese per cercare una sorte migliore. Nonostante molti anni vissuti nel territorio italiano, a contatto con le tradizioni e la cultura nostrane, la famiglia di professione religiosa musulmana, non è riuscita pienamente ad integrarsi nel contesto, certamente il capo famiglia che non ha  mai accettato i canoni occidentali. La famiglia composta da tre elementi, di cui una giovane figlia 15enne, vive nel piccolo paese di Arcade, nell’hinterland trevigiano, il padre lavora presso un’azienda locale.

Dunque, all’apparenza una famiglia straniera che cerca con sacrifici di inserirsi nel tessuto sociale italiano. Ma all’interno delle mura domestiche, un’altra realtà. Il padre legato alle sue origini marocchine e al suo credo islamico, pretendeva che gli altri componenti della famiglia condividessero i medesimi valori. Ma egli non aveva previsto la ribellione della figlia, che alla sua età vuole emulare le altre coetanee nelle loro abitudini di vita e interessi. La ragazzina, infatti, indossava abiti alla moda e consoni nella fase adolescenziale. Tale pretesa della figlia, ha scatenato la furia paterna, che per sua natura e cultura aborrisce i costumi tipici dell’Occidente.

Volendo imporre a sua figlia i dettami dell’Islam e le tradizioni del proprio Paese, il padre non ha sopportato di vedere la figlia uscire di casa con un abbigliamento non adeguato. Per tale ragione in preda ad una raptus ha deciso con violenza e autoritarismo esasperato, di impedire alla giovane di indossare un abito con delle maniche eccessivamente corte. Per imporre la sua volontà, il padre padrone ha impugnato una tanica di benzina con l’intento di arderla viva, e bruciare quei vestiti lussuriosi, inseguendola per casa, ha cosparso il corpo della ragazzina con il liquido infiammabile, non riuscendo miracolosamente nel suo macabro piano a causa di un inceppo dell’accendino.

La giovane vita della ragazza è salva per un caso accidentale, fortuito, in caso contrario sarebbe morta sotto la scure intransigente del padre. La madre della povera vittima, stanca e disperata per i comportamenti aggressivi del marito e non più disposta a tollerare la sua ferocia, ha assunto la decisione di denunciare gli avvenimenti intrafamiliari e di affidarsi ai servizi sociali per salvaguardare sua figlia. Grazie all’intervento responsabile della donna, il marocchino è stato prontamente tratto in arresto per il reato di maltrattamenti in famiglia. Oggi madre e figlia sono al sicuro in un centro protetto sotto la protezione delle istituzioni italiane.

di Monica Montanaro