Caso Lotti scuote Pd

Cronaca

“Era l’unico modo per sgombrare il campo e interrompere il gioco al massacro contro Luca. Ora possiamo affrontare, con più libertà, la questione del rapporto tra politica e giustizia. Una questione un po’ più ampia di Luca Lotti…”. Lo dice uno dei parlamentari più vicini all’ex ministro, che ha scritto al segretario del Pd Nicola Zingaretti per annunciare l’autosospensione dal partito. La decisione di autosospendersi è maturata nel corso di venerdì, presa in considerazione già in mattinata quando l’intervista di Luigi Zanda e gli attacchi di Carlo Calenda avevano dato il via al “gioco al massacro” contro Lotti.

Nella lettera a Nicola Zingaretti, diffusa via Facebook, l’ex ministro spiega le ragioni della sua decisione, sottolinea la sua convinzione garantista citando Enzo Tortora, torna a difendersi dalle accuse e ne adombra anche alcune sottraendosi, dice, “al festival dell’ipocrisia”.

“Quanti miei colleghi – scrive Lotti – durante l’azione del nostro governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia?”.

E poi durissimo con Zanda: “Fa quasi sorridere che tale richiesta (l’autosospensione dal Pd, ndr) arrivi da un senatore di lungo corso già coinvolto – a cominciare da una celebre seduta spiritica – in pagine buie della storia istituzionale del nostro Paese”. Dopo lunghe settimane di ‘tregua elettorale’, va in pezzi la pax zingarettiana dentro il Pd.

Il post su Facebook di Simona Malpezzi rende bene lo stato delle cose, parla di esponenti dem che “hanno speculato su questa vicenda” con “una campagna denigratoria che non è neanche supportata da una indagine e da reati contestati”. E poi Alessia Morani parla di “furia giustizialista” del Pd di Zingaretti che “perdona chi gli pare ,un po’ come fanno i grillini” e di “gogna mediatica spinta anche dal nostro stesso partito attraverso dichiarazioni e interviste che sono a dir poco vergognose, l’intervista di Zanda su tutte”.

E ancora Dario Parrini: “Ho imparato che solo se si tengono fermi i principi si possono evitare colossali ingiustizie umane e politiche. Fuori dal garantismo c’è una cosa sola: la barbarie. Le vie di mezzo non esistono”. Quindi, Alessia Rotta: “Mi stupisce che nel Pd ci sia qualcuno che ha chiesto un suo passo indietro, in nome di non si sa cosa”.

Infine, a tirare le fila del malcontento montante dell’area ex renziana, è il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci: “Il Pd deve chiarirsi su un principio fondativo, il garantismo non può essere usato a fasi alterne, o a seconda delle aree politiche. Il garantismo è la ragione di esistere della nostra area politica. Grazie a Luca Lotti per la sua scelta non dovuta”.

L’autosospensione è stata valutata come il modo per uscire dall’angolo in cui si voleva stringere Lotti, dicono i suoi. Certo la componente di base riformista si trova decapitata visto che l’ex ministro, insieme a Lorenzo Guerini, ne è stato l’animatore in questi mesi. A luglio era già prevista una riunione nazionale dell’area. Ci sarà Lotti? “Questo va chiesto a lui, si vedrà meglio nelle prossime ore come intenderà muoversi”, si spiega.

La vicenda potrebbe essere il casus belli per lasciare il Pd? Antonello Giacomelli non sembra confermarlo: “L’iniziativa politica di Base riformista va avanti, non è in discussione”. E poi: “La scelta generosa e leale di Luca ha un significato molto più ampio e profondo e non va immiserita mischiandola con logiche di equilibri interni”. Questa scelta, sottolinea ancora Giacomelli, “apre anche la strada ad una necessaria, esaustiva riflessione sul rapporto tra politica e magistratura che evidentemente non può essere ridotto alle questione di cui leggiamo in questi giorni”.

Una riflessione sul rapporto tra politica e magistratura, anche sul Pd di Zingaretti e il garantismo che animerà certamente la due giorni – sabato e domenica ad Assisi – dei ‘turborenziani’ di Roberto Giachetti. Ci saranno, tra gli altri, anche Maria Elena Boschi e Ettore Rosato. Arriva intanto il ringraziamento a Lotti da parte di Zingaretti che parla di “gesto non scontato” da parte dell’ex ministro. “Ringrazio Luca Lotti per un gesto non scontato che considero di grande responsabilità nei confronti della politica, delle istituzioni e del Pd. Sono consapevole della difficoltà umana di questi giorni, ma ciascuno di noi ha una responsabilità alta nei confronti della comunità di cui facciamo parte e verso il Paese. Penso che questa scelta gli consentirà anche di tutelare al meglio la sua posizione in questa vicenda che, come ha detto lo stesso Lotti, deve essere ancora chiarita”.